Come preparare un video curriculum

di Giuseppe Aymerich Commenta

Diverse aziende accettano candidature in formato non cartaceo bensì video..

Diverse aziende accettano candidature in formato non cartaceo bensì video: un filmato, cioè, nel quale l’aspirante dipendente si presenta e cerca di convincere il selezionatore delle proprie qualità.

Appare utile, pertanto, fornire alcuni consigli su come tale filmato debba essere impostato: la possibilità di sbagliare, infatti, è forse ancora più forte e dannosa rispetto ai CV tradizionali.


Il primo e basilare elemento è la lunghezza del video curriculum: è impensabile che il selezionatore possa esaminare minuti e minuti di video inviatigli da centinaia di persone. Per questo motivo, si consiglia di non superare i due minuti (e magari anche meno): debordare da questo limite significa rischiare che la presentazione non venga nemmeno guardata.

Ridurre i tempi al minimo significa imporsi di essere concisi: è necessario prepararsi con attenzione il discorso, e focalizzarsi su uno o due concetti-chiave da pronunciare chiaramente e che colpiscano l’attenzione.
E poiché in un breve filmato non è possibile ripetere il contenuto di un normale Curriculum Vitae, è meglio evitare di proporre il proprio percorso accademico e puntare ad altro.

Questo, oltretutto, perché un buon video-CV non è mai spedito da solo, bensì accompagnato da un vero curriculum vitae cartaceo e da una lettera di presentazione. Ma a cosa puntare, allora? Occorre, con le proprie parole, cercare di convincere di avere competenze, passione e determinazione tali da risultare proprio la persona che l’azienda che ricerca per quel posto.


La naturalezza è elemento di successo. Evitate, perciò, di dar l’impressione di ripetere a memoria una pappardella preconfezionata, ed evitate anche i toni solenni: non è un discorso alla nazione.
Non occorre un abbigliamento troppo formale, ma nemmeno trasandato. E attenzione allo sfondo: l’immagine di un letto disfatto o di una casalinga alle prese col bucato possono essere fatali.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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