Come individuare le false partite IVA secondo la riforma del lavoro

di Vito Verna Commenta

Codesta modifica riguarderebbe l'individuazione e l'identificazione delle false partite IVA e non porterà all'aumento delle assunzioni bensì al licenziamento dei moltissimi lavoratori subordinati assunti con una falsa partita IVA.

Come individuare le false partite IVA secondo la riforma del lavoro

La riforma del mercato del lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attualmente presieduto dal ministro Elsa Fornero, diverrà a tutti gli effetti una vera e propria legge dell’ordinamento dello Stato italiano entro e non oltre sabato 30 giugno 2012.

NUOVO REGIME PARTITA IVA CONTRIBUENTI MINIMI

L’ambizioso obiettivo, pronosticato in più occasioni dall’attuale esecutivo tecnico, il quale, sul delicato tema, vorrebbe a tutti i costi cercare di rispettare gli impegni assunti dal Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti nei confronti dei propri più influenti partner europei, sembrerebbe oggi più vicino che mai dal momento che, proprio in queste ore, il testo della riforma del mercato del lavoro, recentemente licenziato dalla Commissione Lavoro del Senato, che avrebbe recepito tutti gli emendamenti proposti dalle più differenti forze di maggioranza e minoranza dell’attuale schieramento politico, sarebbe in discussione proprio al Senato della Repubblica che, entro due settimane, dovrebbe riuscire a dare il proprio ok all’attuale riforma per poi passarla, così che venga definitivamente esaminata ed eventualmente approvata (anche con voto di fiducia), alla Camera dei Deputati.

CHIUSURA PARTITA IVA INATTIVA

Tra le modifiche più rilevanti, per lo meno a nostro modo di vedere poiché, stando alle statistiche, tale decisione potrebbe riuscire davvero ad influire, e non certamente in maniera positiva, sul futuro lavorativo di non meno di 5 milioni di giovani italiani.

VERIFICA PARTITA IVA

Codesta modifica, infatti, riguarderebbe l’individuazione e l’identificazione delle false partite IVA e, secondo i più scettici ed i più pessimisti, non porterà alla trasformazione di queste ultime in veri e propri contratti di lavoro subordinato, ovverosia all’aumento delle assunzioni, dunque, dell’occupazione, bensì al licenziamento dei moltissimi lavoratori subordinati assunti con una falsa partita IVA.

Individuarle, d’altro canto, non potrebbe essere davvero più semplice poiché, stando a quanto approvato dalla Commissione Lavoro del Senato della Repubblica, saranno da considerarsi false partite IVA:

– quelle che fattureranno meno di 17.000 – 18.000 euro l’anno

– quelle che percepiranno almeno l’80% del proprio fatturato grazie ad un solo ed unico committente

– quelle che lavoreranno, per più di 8 mesi consecutivi, con un solo ed unico committente

– quelle che svolgeranno le proprie mansioni nel luogo di lavoro deciso dal committente

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