Clausola di durata minima garantita (patto di stabilità)

di Stefania Russo Commenta

Riuscire a trovare un collaboratore valido ed affidabile non è cosa facile, per questo motivo una volta che si è...

Riuscire a trovare un collaboratore valido ed affidabile non è cosa facile, per questo motivo una volta che si è riusciti ad individuare una persona che risponde appieno ai requisiti richiesti dall’azienda e che ha dimostrato di essere perfettamente in grado di svolgere i suoi compiti è bene non farsela scappare.

Ma cosa può fare il datore di lavoro per trattenere il dipendente ed evitare che questi decida di accettare eventuali proposte lavorative da altre aziende concorrenti?

COME SELEZIONARE IL CANDIDATO GIUSTO

Oltre a motivarlo e ad incentivarlo con vari strumenti di natura economica (aumenti, premi produzione, ecc.), è possibile giocare d’anticipo inserendo nel contratto la cosiddetta clausola di durata minima garantita, detta anche patto di stabilità, utilizzata soprattutto nel contratto di lavoro dei dirigenti.

Su tratta, in particolare, di una clausola mediante la quale le parti si impegnano a non recedere dal contratto entro un termine prestabilito, a meno che non si verifichi un evento che integra l’ipotesi del licenziamento per giusta causa o delle dimissioni per giusta causa.

CLAUSOLA RISOLUTIVA ESPRESSA

Tale clausola può vincolare anche solo una delle due parti, tuttavia è più frequente il caso in cui tale clausola vincola entrambe le parti.

E’ ovvio che l’inserimento di tale clausola non impedisce ad una delle due parti di recedere anticipatamente, altrimenti sarebbe di sicuro illegittima, tuttavia è previsto che in caso di recesso anticipato la parte inadempiente debba pagare all’altra un risarcimento, in particolare il lavoratore avrà diritto, oltre alle retribuzioni mancate fino al termine del preavviso, anche alle ulteriori indennità previste dalla legge 604/1966 e dall’articolo 18 della legge 300/1970, mentre il datore di lavoro ha diritto ad un risarcimento del danno per i costi sostenuti per reperire un sostituto.

La legittimità della clausola di durata minima garantita è stata riconosciuta dalla Corte di Cassazione (sentenza n.17817 del 2005).

Rispondi