Calcolo TFR colf o badante

di Stefania Russo Commenta

In caso di licenziamento di colf o badante o di dimissioni volontarie del lavoratore domestico, la parte che recede dal contratto di lavoro ha l'obbligo di fornire...

In caso di licenziamento di colf o badante o di dimissioni volontarie del lavoratore domestico, la parte che recede dal contratto di lavoro ha l’obbligo di fornire un periodo di preavviso, altrimenti è obbligata o corrispondere all’altra parte un’indennità di mancato preavviso pari alla retribuzione che sarebbe spettata se avesse lavorato durante tale periodo.

Sia in caso di licenziamento che in caso di dimissioni, il lavoratore domestico ha diritto a ricevere il trattamento di fine rapporto, anche detto TFR o liquidazione.


La modalità di calcolo del TFR spettante al lavoratore domestico è uguale a quella in uso per le altre categorie di lavoratori dipendenti, in particolare il collaboratore domestico per ogni anno di lavoro ha diritto ad una somma di denaro pari all’importo delle retribuzioni complessive (compresa tredicesima e eventuale indennità di vitto e alloggio) ricevute durante l’anno diviso 13,5. Ai fini del calcolo le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni si computano come mese intero.

Le quote spettanti per ciascun anno di servizio così determinate devono poi essere rivalutate al 31 dicembre di ciascun anno in base ad un coefficiente pari al 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati risultate dalle rilevazioni Istat, nonché ad una maggiorazione fissa dell’1,5%.

Anche per i lavoratori domestici è prevista la possibilità di chiedere un anticipo del TFR nella misura massima del 70% di quanto maturato fino a quel momento e per non più di una volta all’anno.

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