Calcolo contributi colf o badante

di Stefania Russo Commenta

Sono sempre di più i datori di lavoro che scelgono di compilare da soli la busta paga del lavoratore domestico alle proprie dipendenze. Per farlo basta semplicemente utilizzare un...

Sono sempre di più i datori di lavoro che scelgono di compilare da soli la busta paga del lavoratore domestico alle proprie dipendenze. Per farlo basta semplicemente utilizzare un fac simile busta paga colf o badante e capire bene come si effettua il calcolo busta paga colf o badante, ossia il calcolo della paga spettante e quello dei contributi, una quota dei quali è a carico del datore di lavoro e un’altra a carico del lavoratore stesso.

Per calcolare i contributi Inps occorre prima di tutto calcolare retribuzione oraria, in quanto l’importo dei contributi varia sia in base alle ore settimanali lavorate, sia in base alla retribuzione oraria comprensiva della quota oraria della tredicesima.


Una volta calcolati questi due parametri si può procedere al calcolo dei contributi, in particolare:
se il lavoratore domestico lavora fino a 24 ore settimanali e ha una retribuzione oraria inferiore a 7,22 euro i contributi sono pari a 1,34 euro, di cui 0,32 euro sono a carico del lavoratore dipendente;
se il lavoratore domestico lavora fino a 24 ore settimanali e ha una retribuzione compresa tra gli 7,22 ed 8,81 euro i contributi sono pari ad 1,51 euro, di cui 0,36 euro a carico del lavoratore dipendente;
se il lavoratore domestico lavora fino a 24 ore settimanali e ha una retribuzione oraria uguale o superiore ad 8,81 euro i contributi sono pari ad 1,85 euro, di cui 0,44 euro a carico del lavoratore.
se il lavoratore domestico lavora più di 24 ore settimanali, a prescindere dalla retribuzione oraria i contributi sono pari a 0,98 euro, di cui 0,23 euro a carico del dipendente.

Per calcolare la retribuzione ad ore comprensiva di retribuzione oraria della tredicesima utile ai fini del calcolo dei contributi, ricordiamo, esistono due metodi. Il primo consiste nel moltiplicare la retribuzione per le ore settimanali e poi per 13 settimane. Il totale lo si divide per 12 e il risultato ottenuto deve essere a sua volta diviso per le ore totali mensili. In questo modo si ottiene la quota oraria di tredicesima che deve essere sommata alla retribuzione oraria. Il secondo metodo, invece, consiste nel moltiplicare la paga oraria per un coefficiente fisso di 8,33%. Il risultato ottenuto deve essere poi sommato alla paga oraria.

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