Buoni-lavoro per l’agricoltura

di Giuseppe Commenta

Per sconfiggere la piaga del lavoro nero e per semplificare drasticamente gli adempimenti burocratici..

buoni per l\'agricoltura

I cosiddetti “voucher”, o buoni-lavoro, sono stati introdotti nel giugno scorso con molta cautela, ma visto il loro notevole successo, si pensa ad una loro generale estensione.

In sostanza, si è in gran parte liberalizzata la possibilità per i datori di lavoro nel settore agricolo di assumere collaboratori occasionali, cosa frequente nei periodi della raccolta.

Per sconfiggere la piaga del lavoro nero e per semplificare drasticamente gli adempimenti burocratici, l’Inps ha messo in vendita in occasione dell’ultima vendemmia degli appositi voucher da 10 e 50 euro:


il datore di lavoro ne acquista quanti gliene occorrono e li utilizza per pagare i suoi collaboratori, che potranno ritirare il contante presso gli uffici postali; in questa sede, verranno detratti i contributi previdenziali e assistenziali pari complessivamente al 25% del valore nominale del buono.

Le somme nette erogate sono esenti da ogni tassazione.
L’enorme diffusione di questi buoni nell’ultima vendemmia (oltre cinquecentomila, acquistati soprattutto al Nord) suggerisce quindi di generalizzarlo all’intero settore dell’agricoltura, mentre per il futuro si pensa anche ai settori del commercio e del turismo, oltre che a mille situazioni lavorative minori (come la custodia di aree archeologiche, i servizi di giardinaggio per privati e condomini ecc.).


La norma, tuttavia, prevede questo regime di favore solo quando è rivolta a soggetti svantaggiati: per questo, i collaboratori possono essere esclusivamente pensionati oppure giovani sotto i venticinque anni, a meno che il datore di lavoro non sia un imprenditore agricolo di dimensioni minime (volume d’affari inferiore a € 7.000) perché in questo caso per il lavoratore non sono richiesti requisiti particolari.

È comunque da ricordare che si tratta di collaborazioni che devono rivestire il carattere della occasionalità, e, in ambito agricolo, devono fare esclusivo riferimento a esigenze di tipo stagionale.


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