Aumenta leggermente il numero delle partite IVA

di Fabrizio Martini Commenta

I dati diffusi dal Dipartimento delle Finanze mostrano un lieve aumento del numero delle partite IVA aperte in tutto il territorio nazionale.

iva
Il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato dei dati incoraggianti per quanto riguarda il numero delle partite IVA attivate, cioè i numero di tutti coloro che hanno fatto ingresso nel mondo del lavoro e dell’impresa come autonomi. Il trend è stabile rispetto all’anno scorso, ma si può notare comunque un lieve aumento, che fa sperare nel miglioramento dei dati economici per i prossimi trimestri. Il numero delle partite IVA è infatti aumentato dello 0.4% a livello nazionale. Le partite IVA continuano a crescere, così come era successo nel 2012.
I dati diffusi dal Dipartimento delle Finanze distinguono le neo partite IVA per natura giuridica, ripartizione territoriale, settore produttivo e per sesso, età relativamente alle persone fisiche.
Il 75,4% delle neo partite IVA viene aperto da persone fisiche, che mantengono un ruolo assolutamente predominante. C’è una netta ascesa però delle società per capitali che aumentano del 17,5% e che quindi raggiungono complessivamente la quota del 17,3%. Questo dato è stato influenzato dalle politiche governative degli ultimi trimestri che hanno stimolato la nascita di costituzione di società a responsabilità limitata. All’aumento di questo tipo di società si è prospettato il netto calo di altri tipi di forme giuridiche, come ad esempio il calo del 12% delle società di persone.
I dati potrebbero essere ulteriormente migliorati se il governo attuerà alcune delle proposte dei consulenti del lavoro per l’occupazione, che si occupano anche del tema delle partite IVA.
Le regioni italiane più attive sono al solito quelle del settentrione, che registrano la maggiore incidenza percentuale con il 42,4%. Il sud Italia conquista il 34,4%, mentre il centro Italia raggiunge il 23,1%. Alcuni dati fanno emergere delle ottime performance in alcune regioni e province italiane, come ad esempio Trento, provincia autonoma, e Friuli Venezia Giulia, regione a statuto speciale. Particolari criticità sono nelle regioni italiane come Liguria, Valle d’Aosta e Sicilia.

La maggior parte delle partite IVA vengono aperte nel settore del commercio, che rappresentano il 23% del totale. Seguono le attività professionali con il 14,1%, l’agricoltura e l’edilizia.

Il salto più elevato rispetto allo stesso mese del 2012 lo compiono le attività assicurative e finanziarie, che incrementano ben dell’80%. Dei dati incoraggianti emergono anche nel settore dell’alloggio e della ristorazione, che aumenta del 9,5%. Il settore immobiliare, fortemente in affanno, vede crescere il numero delle partite IVA dell’8%, dato in controtendenza rispetto al settore dell’edilizia, che anche per il numero delle partite IVA ha dei dati fortemente negativi. Il settore delle costruzioni accusa infatti un calo del 13,1%, così come quello dei trasporti che cala del 10,4%.

Circa la metà delle partite IVA viene aperta da giovani under 35, ma un dato incoraggiante è la ripresa di fiducia degli over 50 che vede aumentare il numero delle persone che si lanciano in attività autonome rispetto allo stesso periodo 2012.

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