Assunzioni lavoratrici con figli in calo nel 2011

di Stefania Russo Commenta

L'elevato tasso di discriminazione sessuale sul luogo di lavoro non è l'unico problema che colpisce il gentil sesso sul fronte lavorativo. Secondo una recente indagine condotta da Ragus..

L’elevato tasso di discriminazione sessuale sul luogo di lavoro non è l’unico problema che colpisce il gentil sesso sul fronte lavorativo. Secondo una recente indagine condotta da Ragus, infatti, nel 2011 saranno ancora meno rispetto agli anni passati le aziende disposte ad assumere donne con un figlio.

Dal sondaggio, infatti, è emerso che del 45% delle aziende che prevede di assumere personale nel 2011, solo il 36% è disposto ad assumere lavoratrici che sono già mamme, contro il 44% del 2010.


Le motivazioni sono sempre le stesse, ossia l’elevata probabilità di una nuova maternità, le diverse esigenze che le donne con figli hanno rispetto agli altri lavoratori e il fatto che queste nella maggior parte dei casi sono meno disposte ad orari flessibili.

In Italia, in particolare, è emerso che a fronte di un 36% di aziende che intende assumere personale nel 2011, solo il 28% è disposto ad assumere donne con figli.

L’aspetto positivo del sondaggio, tuttavia, è che anche coloro che si mostrano scettici verso l’assunzione di lavoratrici madri sono consapevoli dell’entità della rinuncia. Il 72% delle aziende, infatti, ritiene che non investire nel ritorno al lavoro delle donne dopo la maternità rappresenti la rinuncia a una parte di valore del personale; il 55% ritiene che le mamme offrano qualità difficili da trovare sul mercato e il 57% le apprezza perché offrono capacità migliori senza chiedere stipendi troppo alti.

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