ASPI in vigore da gennaio 2013

di Vito Verna Commenta

Codesto provvedimento sarebbe stato messo in discussione dell'attuale maggioranza che, recentemente, avrebbe presentato una cospicua serie di emendamenti grazie ai quali chiedere la modifica di alcuni punti cardine della riforma del mercato del lavoro

ASPI in vigore da gennaio 2013

La riforma del mercato del lavoro proposta dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, della quale in più occasioni avremmo avuto modo di parlare approfondendo la questione, avrebbe previsto l’introduzione, a partire da gennaio 2013, dell’Assicurazione Sociale per l’Impiego che, con la sola esclusione della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria e della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, andrà presto o tardi a sostituire, grazie alle propria universalità, qualsiasi altro ammortizzatore sociale o sussidio di disoccupazione attualmente esistente.

NOVITA’ CONTRATTI A PROGETTO DOPO LA RIFORMA DEL LAVORO

Codesto provvedimento, come forse saprete, sarebbe stato messo in discussione dell’attuale maggioranza che, recentemente, avrebbe presentato una cospicua serie di emendamenti grazie ai quali chiedere la modifica di alcuni punti cardine della riforma del mercato del lavoro e, tra le altre cose, il rinvio dell’Assicurazione Sociale Per l’Impiego.

CONTRATTO DI LAVORO A PROGETTO PRE-RIFORMA

Così, fortunatamente, non sarebbe stato giacché tutto il Governo Monti si sarebbe opposto a questa possibilità grazie alla parole del Ministro Fornero che avrebbe recentemente dichiarato: “io ho detto no perché deve entrare l’anno prossimo sia perché è un elemento qualificante della riforma sia soprattutto perché siamo un Paese dove se rinvii una volta quella cosa non la fai più. L’Aspi è un sistema di ammortizzatori universali, anche se non completamente, considerato il fatto che i nostri vincoli finanziari erano stringenti. Ed è unammortizzatore condizionato da due fattori: che il lavoratore si metta in gioco e che vi siano politiche attive del lavoro, non solo sussidi. Temevano il rischio di un nuovo popolo di esodati. Tecnicamente non definibili propriamente tali, ma pur sempre privi di reddito, ammortizzatori e possibilità di accedere al regime previdenziale”.

NUOVI CONTRATTI DI LAVORO AGEVOLATI

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