Master per le professioni sanitarie

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il concetto di “professioni sanitarie” concerne tutti coloro che si occupano dell’area della salute..

Il concetto, tutt’altro che inequivocabile, di “professioni sanitarie” concerne tutti coloro che si occupano dell’area della salute ad eccezione dei medici: dunque gli infermieri, i radiologi, gli ostetrici, i tecnici della riabilitazione e così via, suddivisi in ben ventidue profili professionali.

Non si tratta di una categoria dalle dimensioni modeste: in Italia gli interessati sono circa 550.000, ossia quasi l’uno percento della popolazione residente.


La laurea di primo livello è un requisito indispensabile per questi operatori, ma spesso non è l’unico titolo di cui essi dispongono: non mancano coloro che hanno cercato e ottenuto la laurea specialistica e, ancor più numerosi, coloro che hanno frequentato o frequentano un master post-universitario, in genere successivamente all’avvio dell’attività lavorativa.

Si stima, anzi, che circa il 61,5% di coloro che hanno ottenuto una laurea in una professione sanitaria è destinato a proseguire gli studi: il 37% proprio frequentando un master.
I motivi non sono da ricercarsi esclusivamente nel desiderio di accrescere le proprie competenze e di mettere a punto un curriculum vitae più prestigioso: c’è anche la necessità di ottemperare al requisito imposto dalla legge 43/2006. Per ottenere il posto di caposala, infatti, è elemento indispensabile aver frequentato con successo un master post-universitario.

Per ottenere un posto come coordinatore del personale, dunque, il master è un passaggio obbligato; ma, in generale, gli studi post-laurea rappresentano in ogni caso una tappa fondamentale per ambire alla carriera dirigenziale.


Nel 2009 sono stati ben 5.400 i posti messi a disposizione nei tantissimi master organizzati in tutta Italia. Per la cronaca, l’università più attiva è risultata Firenze, con la bellezza di venticinque corsi, seguito dai tre atenei romani di Tor Vergata, la Cattolica e la Sapienza con rispettivamente ventitre, ventidue e quindici corsi.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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