Lavoro Neo-Laureati

di Francesco Di Cataldo Commenta

L’assoluta mancanza di certezze sul futuro dei giovani di oggi sembra quindi ridursi e la possibilità di avere un contratto..

Come emerge dall’ottavo sondaggio del Gidp ( Gruppo intersettoriale gestori del personale) ,il 2007 si annuncia come l’anno fortunato per i neolaureati: sono infatti 75.000 i posti di lavoro a loro riservati, numero mai così alto dal 2001, soprattutto se si pensa che rappresenta solo il 9% delle opportunità lavorative complessive in tutto il paese.

Le richieste di neo-dottori vanno dall’8% al 12% nelle regioni centrali e settentrionali del Paese, ma calano al solo 5,5% nel sud Italia, dove una preparazione così elevata non è richiesta.




I dottori più ricercati sono quelli che arrivano dalle facoltà di Economia e commercio, seguiti da ingeneri gestionali o meccanici, meglio se provenienti dal Politecnico di Milano, dalla Bocconi o dall’Università Cattolica del capoluogo lombardo.

All’interno del vasto gruppo dei neolaureati però sono preferiti dai datori di lavoro coloro che oltre alla laurea di primo livello hanno anche conseguito un master di specializzazione.

Se nel vostro curriculum non figura nessuna di queste voci allora è bene puntare sulla conoscenza di almeno una lingua straniera o su un’esperienza pregressa nel campo del lavoro, meglio ancora se compiuta durante il periodo di studi universitari.

Le cariche che i neodottori andranno a ricoprire saranno in buona parte gestionali ed amministrative e il 61% dei contratti sarà a tempo indeterminato, riuscendo quindi, si spera, a rendere sempre meno corposo il cosiddetto gruppo di giovani appartenenti alla “generazione mille euro”.

Come sperare in uno dei 75.000 posti di lavoro? Sempre il Gidp rivela che la maggior parte dei cercatori di teste si rivolge direttamente all’ufficio di collocamento presente negli atenei stessi, che fornisce i nominativi degli studenti papabili. Oltre all’università però sono abbastanza utilizzati anche i siti delle aziende e infine anche le agenzie di collocamento.

L’assoluta mancanza di certezze sul futuro dei giovani di oggi sembra quindi ridursi e la possibilità di avere un contratto a tempo indeterminato permette un miglioramento della situazione economica ma anche sociale; non saremo più un gruppo di ragazzi in cerca di una meta, ma potremo diventare finalmente veri e proprio costruttori del futuro del paese.

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