I ricercatori perdono ogni speranza

di Giuseppe Aymerich Commenta

Fare ricerca in Italia è sempre stato molto difficile, a causa dei pochissimi fondi a disposizione e del nepotismo imperante..

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Fare ricerca in Italia è sempre stato molto difficile, a causa dei pochissimi fondi a disposizione e del nepotismo imperante. Non a caso, moltissime menti brillanti di casa nostra emigrano altrove (Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Olanda …) dove al contrario sono accolti col tappeto rosso.

Per coloro che invece scelgono di rimanere nello Stivale, la strada è davvero in salita. L’ultimo esempio è dato dal programma “Futuro in ricerca”, bandito dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.


Lo scopo era di incoraggiare i giovani aspiranti a presentare i propri progetti di ricerca, che sarebbero stati finanziati in questo modo: lo Stato avrebbe coperto totalmente le spese dei progetti presentati da giovani fino a trentadue anni di età, mentre dai trentatré ai trentanove anni la spesa sarebbe stata coperta dal Ministero fino al 70%, mentre il resto andava finanziato dall’università interessata (ma non con denaro liquido bensì con giorni/uomo).


Sennonché, il M.I.U.R. ha stanziato un totale di cinquanta milioni di euro, davvero scarsa rispetto alle aspettative. Sono state presentate 3.792 domande da parte di circa diecimila aspiranti ricercatori: facendo qualche conto, è emerso che i fondi stanziati sarebbero sufficienti per coprire le spese solo di sessantaquattro fra loro, pari all’1,6% del totale.

Il programma pare caduto nel caos: la graduatoria dei progetti accolti avrebbe dovuto essere resa nota il 26 agosto, ma la pubblicazione è stata rinviata sine die.

Ma la colpa non va attribuita alla difficoltà di pescare i progetti più meritevoli nella massa di quelli presentati, bensì al fatto che la procedura per la nomina della commissione valutatrice è stata avviata addirittura a metà settembre: si prevede che prima della fine del 2010 non si arriverà da nessuna parte, e per allora chissà quanti ricercatori saranno già fuggiti all’estero.

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