Scendono i costi dei conto correnti

di Fabrizio Martini Commenta

I costi di mantenimento di un conto corrente sono più bassi nel caso dei nuovi correntisti, anzichè per i vecchi. Proprio come accade in altri settori del mercato.

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I  costi medi per il mantenimento di un conto corrente sono scesi ulteriormente durante l’ultimo anno. La spesa per mantenere un conto è  stata pari a 101 euro nel 2012, che rappresenta quindi una diminuzione di 4,80 euro rispetto all’anno precedente e di ben 9,20 euro in meno rispetto al 2010. I costi sullo scoperto di conto e quelli per i finanziamenti in conto corrente si attestano al livello di 86,90 euro. Le cose cambiano per coloro che hanno aperto un conto lo scorso anno; infatti i costi sono nettamente inferiori.

 

La spesa media per coloro che hanno aperto un nuovo rapporto bancario lo scorso anno sarebbe pari a 60,50 euro. Una penalizzazione per i vecchi correntisti, che sembrano essere meno considerati dagli istituti di credito e delle banche. I costi per i clienti di 10 o più anni di un istituto bancario salgono fino a 99,60 euro.

I dati sono stati comunicati al Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti dal Direttore Centrale per la Vigilanza Bancaria e Finanziaria della Banca d’Italia, Carmelo Barbagallo. I dati rappresentano e dimostrano quindi che la la concorrenza tra gli istituti spinge ad offrire condizioni sempre più favorevoli ai nuovi clienti, proprio come accade per la telefonia e il comparto internet.

La Vigilanza ha fatto notare che vecchio correntista potrebbe sempre chiudere e aprire un nuovo conto, non cambiando nemmeno istituto di credito o banca, ma al sottolinea che comunque  la comunicazione sulla modifica delle condizioni contrattuali per il mantenimento di un conto corrente non è sempre trasparente da parte degli istituti. Proprio per questo motivo i consumatori dovrebbero essere sensibilizzati con attenzione alla verifica periodica dei costi del proprio conto e alla ricerca di offerte alternative. Lo stesso direttore si è detto favorevole al cambio di conto, cioè al trasferimento dei risparmi tra i vari istituti in modo da stimolare la concorrenza, proprio come se passassimo da un operatore telefonico all’altro.

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