Roma verso un nuovo sistema turistico

di Giuseppe Aymerich Commenta

La città di Roma è un giacimento sterminato di monumenti, bellezze artistiche, reperti storici, meraviglie urbanistiche..

La città di Roma, famosa anche per essere la sede della magica As Roma, è un giacimento sterminato di monumenti, bellezze artistiche, reperti storici, meraviglie urbanistiche: nessun problema, dunque, a riconoscerla come una delle prime città turistiche del mondo.

Nonostante questo, tuttavia, va riconosciuto come il turismo di natura tradizionale, diretto a visitare piazze e musei, sta conoscendo una fase di lento declino. Sebbene parliamo comunque di molti milioni di presenze ogni anno, è pur vero che il loro numero assoluto da qualche anno sta scemando.


Autorità comunali e imprenditori, dunque, stanno studiando nuove prospettive: l’idea è quella di affiancare ai punti di forza più tradizionali anche altre attrattive, al fine di deviare sulla nostra Capitale flussi turistici solitamente diretti altrove.


E certo le idee non mancano. Recentemente, all’università Luiss è stato presentato un ambizioso complesso di ben ventitré progetti futuribili con il quale rilanciare in grande stile il turismo a Roma, coinvolgendo anche i Comuni limitrofi, in una sorta di gigantesco percorso di viaggio alternativo che arrivi fino a Civitavecchia.
Alcuni di questi progetti sono già stati descritti in altre occasioni, mentre la maggioranza è nuova di zecca. L’opinione pubblica, ad esempio, ha già sentito parlare (e si è spaccata) sull’ipotesi di costituire all’interno del quartiere dell’Eur un circuito di Formula Uno. Una fama ancora tutta da costruire, invece, riguarda altri ambiziosi progetti, come il parco cinematografico a tema che dovrebbe sorgere nella zona di Cinecittà, oppure la riqualificazione del Lido di Ostia.

Si guarda, perciò, al turismo congressuale, a quello sportivo o a quello ambientalista, con l’ipotesi di coniugare un’offerta turistica più variegata; e che il Comune ci creda veramente, lo dimostrano gli imponenti finanziamenti stanziati, pari a sette miliardi di euro, in gran parte di origine privata.

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