Risanamento FIAT grazie Marchionne

di Francesco Di Cataldo Commenta

Per ricomprare la Ferrari detenuta da Mediobanca che dovrebbe segnare la vera e propria ripresa il gruppo FIAT..

Quando Marchionne è arrivato alla FIAT si è trovato di fronte un’azienda distrutta che non pensava a crescere, ma pensava a sopravvivere. Un’azienda con questa ideologia non può funzionare, il mercato se ne accorge e si ribella prima o poi.

Il piano di sopravvivenza prevedeva continui giochi finanziari per permettere all’azienda di rimanere a galla o meglio perdere in maniera accettabile.
Ma può una qualsiasi perdita essere accettabile? A mio avviso no e anche secondo Marchionne che da subito ha ipotizzato ad una crescita nel settore auto e non solo nel settore finanziario..la FIAT è famosa per le auto?
bene..facciamo delle buone auto!




Marchionne per prima cosa ha visitato la mensa e i bagni dei dipendenti trovandosi davanti una situazione oscena che ha da subito pensato di rinnovare in modo da rendere motivati le migliaia di dipendenti che ogni giorno arrivano in fabbrica a lavorare.

La seconda cosa importante è stata quella di progettare e produrre macchine di qualità che prima nessuno più si poteva sognare. Risanare poi l’intero apparato marketing e commerciale accorpando anche i marchi insieme per risparmiare costi di gestione del brand anche perchè tutti sanno che LANCIA, ALFA ROMEO e FIAT hanno la stessa mamma, tanto vale metterli tutti sotto lo stesso tetto con l’unico scopo di promuovere per vendere.

Tutto qui..questa era la formula che da anni si cercava ma che nessuno trovava..era sotto il naso di tutti, ma nessuno la vedeva e spesso le soluzioni semplici sono le più difficili da trovare o forse sono troppo semplici per essere considerate.

Marchionne rimarrà oltre il 2010 e con i soldi utili si penserà a fare diventare il marchio FIAT tra i più competitivi del mondo..nessun italiano che si rispetti spererebbe il contrario.

Il mercato FIAT risponde bene anche all’estero soprattutto in Europa grazie anche alle nuove alleanze con la Cina e con l’India. Sergio Marchionne, 54 anni, non ha nessuna intenzione di chiudere alcuni stabilimenti in Italia che sono 56 e tantomeno di licenziare alcuni dipendenti che sono oltre 70 mila ovvero il 2% degli occupati italiani.

Ma vediamo perchè la FIAT è così importante per l’Italia: nell’indotto FIAT lavorano oltre 150 mila dipendenti e nel 2006 ha creato un fatturato che incide per il 3,3% sul prodotto interno lordo italiano ricavando circa 50 miliardi netti nel corso dell’anno.

Intorno alla FIAT ci lavorano tantissime altre aziende poco conosciute ma assai importanti come l’azienda BORLETTI che produce e assembla i cruscotti per molte auto, per non parlare delle aziende di design, di tessuti, di gomme, delle migliaia di concessionari sparsi in tutto il territorio italiano (in tutto sono 350 i fornitori del gruppo FIAT).

Oltre al gioco di immagine di Lapo Elkann, oltre ai modelli che finalmente cominciano a piacere, anche gli spot di Fiorello hanno creato intorno alla FIAT un ambiente piacevole che ha portato ad incrementare le vendite. Anche se un ottimo manager, il futuro di Lapo Elkann, Sergio Marchionne lo vede per un certo periodo lontano dal lingotto per garantirgli una buona esperienza.

La ripresa italiana è in buona parte targata FIAT grazie ai nuovi modelli.
Per ricomprare la Ferrari detenuta da Mediobanca che dovrebbe segnare la vera e propria ripresa il gruppo FIAT ha deciso di vendere la BUC, ovvero la banca svizzera da loro controllata e questa operazione gli potrà garantire non solo un buon sostegno nella ricerca scientifica/tecnologica ma anche un sostegno finanziario per entrare in nuovi mercati non ancora saturi dove a far da padrone ci sono già i tedeschi che sono il vero scoglio del parco auto italiano. La FIAT ce la farà!

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