Industria Musicale sul web

di Francesco Di Cataldo Commenta

Il problema della nostra industria musicale sta nel non riuscire a guardare oltre, comprendendo che i tempi mutano..

E’ da un po’di tempo che l’industria della musica è in piena crisi. Tutti oggi hanno un lettore cd, ma è davvero difficile che la vendita di un compact disc di un cantante, anche famoso, superi il milione di copie vendute.

In Italia sono stati convocati operatori del settore e svariati cantanti proprio per discutere dei problemi dell’industria musicale: si punta al varo di una nuova legge per fronteggiare le sfide tecnologiche e quelle del mercato globale.




I problemi ci sono e bisogna prenderne atto.

Internet e la possibilità di scaricare musica senza pagarla, il costo eccessivo dei cd, la possibilità di copiare senza difficoltà il contenuto di un supporto, sono indubbiamente i motivi che stanno conducendo alla rovina il mercato musicale.

Va compreso che, ormai, nel pieno dell’era tecnologica, il cd non è più il supporto per vendere la musica, continuare a investire sulla produzione e la promozione di un cd è la strada sbagliata. Di conseguenza bisogna giungere a nuove forme di introito per gli artisti e gli addetti ai lavori.

Basta soffermarsi su dati importanti: il fatturato delle vendite di musica tramite Internet e telefonia mobile è cresciuto, nello scorso anno del 40 % rispetto al 2006. Nel mondo la musica in formato digitale rappresenta il 15 % dell’intero mercato sonoro.

In Italia il primo semestre 2007 ha registrato un aumento del fatturato pari a 44 %, ossia 2,7 milioni di euro in più. Guardiamo allora a nuove forme di guadagno.

In America sta per essere lanciato Qtrax, un nuovo servizio legale di file sharing che utilizza la tecnologia del peer to peer.

Il sistema utilizzato dal sito è semplice: gli utenti scaricano ciò che vogliono ma accettano, in cambio, di essere bombardati di pubblicità. Il sito, che riceve soldi dagli investitori, utilizza parte dei ricavi per ripagare i diritti d’autore alle case discografiche.

Qtrax ha annunciato che metterà a disposizione 25-30 milioni di tracce protette da copyright grazie al sostegno delle 4 più grandi etichette discografiche: Universal, Sony, Warner ed EMI.

La tecnologia permetterà di contare il numero di volte che il brano viene ascoltato, per ricompensare in modo equo gli artisti e i detentori dei diritti, senza restrizioni d’uso da parte dei consumatori.

Per utilizzare questo servizio gli utenti dovranno scaricare il software di Qtrax che, col tempo, dovrebbe essere compatibile con tutti i lettori Mp3. Sul sito saranno presenti anche brani live tratti da concerti registrati solo la notte prima.

Qtrax non è il primo servizio che offre download gratuito grazie alla pubblicità. A settembre 2007, SpiralFrog ha lanciato un servizio simile, sostenuto però solo dalla Universal.

Il problema della nostra industria musicale sta nel non riuscire a guardare oltre, comprendendo che i tempi mutano, e con essi le abitudini e le modalità di fruizione.

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