Come napster cambiera la musica

di Francesco Di Cataldo Commenta

Il titolo anche se cattura la vostra attenzione, non è propriamente corretto perchè Napster non ha avuto..

Il titolo anche se cattura la vostra attenzione, non è propriamente corretto perchè Napster non ha avuto nessuna fine.

Sicuramente vi ricordate dove tutti scaricavano canzoni gratuitamente anche se in maniera fraudolenta, questo “luogo” era Napster ovvero un software gratuito creato da un giovane ragazzo amante della programmazione, Shawn Fanning, che dava la possibilità una volta installato sul proprio computer di condividere e scaricare le canzoni in formato MP3.




Dopo un susseguirsi di polemiche cha ha portato anche lo stesso ideatore sul banco degli imputati insieme a molti altri utenti che scaricavano illegalmente e quotidianamente canzoni protette dal diritto d’autore, Napster è stato venduto, ma a chi?

Nel 2002 Napster rischiava un colossale fallimento causato dalla richiesta di risarcimento da parte delle molte major mondiali e a salvare le sorti del sistema più famoso di file sharing è arrivata la ROXIO, una grossa e potente casa di software che per 5 milioni di dollari si è aggiudicata l’azienda per poi cambiarla radicalmente o meglio cambiando semplicemente l’ideologia che da diffusione di brani musicali via web gratuitamente è diventata a pagamento.

In genere quando una cosa passa da gratuita a pagamento perde d’interesse e invece nel caso di Napster tutto è andato per il meglio fatturando nel marzo del 2004 ben 12 milioni di euro, per poi raggiungere un anno dopo 44 milioni che poi hanno portato a raggiungere quota 95 nel 2006.

I fatturati sono aumentati grazie anche all’incremento degli utenti abbonati mensilmente. Una nuova sfida nasce per Napster con l’avvento della banda larga anche per i telefonini che cominciano ad avere la possibilità anch’essi di scaricare e salvare brani in formato MP3 per poi essere ascoltati grazie alle moderne tecnologie come iPOD oppure direttamente sul proprio telefonino.

Si pensa che il business possa raggiungere addirittura 18 MILIARDI di dollari nel 2011 ovvero il 35% dell’intero mercato musicale grazie anche agli accordi con le compagnie telefoniche e alle aziende di telefonia mobile.

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