Come funziona firma elettronica avanzata per i contratti

di Fabrizio Martini Commenta

Il Governo ha approvato il decreto che ratifica dopo anni la firma elettronica avanzata, che potrà adesso essere utilizzata in ogni tipo di documento online.

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Il Governo italiano ha ratificato una importante legge che dà il via all’utilizzo della firma elettronica avanzata anche nei contratti. La legge è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 21 maggio, con l’edizione numero 117. Questo è uno degli ultimi provvedimenti in tema di modernizzazione della macchina statale e snellimento della burocrazia. Il costo della burocrazia sulle PMI italiane è infatti una delle principali tagliole per lo sviluppo del paese.

Una modernizzazione che segue l’approvazione del testo unico sulla trasparenza della PA. La disciplina è stata modificata dopo tre anni di lavori e rinvii. Il decreto numero 225 del 2012, che ha introdotto il Codice dell’amministrazione digitale ha visto così la luce e adesso anche la firma elettronica avanzata è realtà. Questo tipo di firma potrà essere utilizzato per marcare e quindi validare ogni tipo di documento online, attribuendo così valore legale all’atto. Viene quindi equiparato il documento digitale a quello cartaceo.

Questa sorta di piccola rivoluzione riguarda privati, imprese, professionisti e i loro clienti, ma soprattutto sarà possibile avvalersi di questo strumento anche nei rapporti con la pubblica amministrazione. Un netto ammodernamento delle relazioni con il cittadino, da sempre molto macchinose e lente.

L’innovazione comporterà anche un netto risparmio dei costi, accorciando l’iter e salvaguardando la PA e gli stessi cittadini da onerosi costi di stampa. Fino ad adesso nonostante la nascita di documenti in formato elettronico, era necessaria la sottoscrizione autografa, cioè il documento doveva essere stampato, firmato, digitalizzato nuovamente e quindi archiviato da parte della PA. Adesso tutti questi passaggi non saranno più necessari, ma si potrà effettuare tutto attraverso i sistemi informatici.

Adesso i documenti cartacei e quelli digitali sono totalmente equiparati, sia sotto la validità legale, sia sotto la querela di falso.

La firma elettronica avanzata si aggiunge quindi alla firma elettronica. Quest’ultima è ormai introdotta da anni nella nostra vita. Si tratta cioè della digitazione di un PIN code, come ad esempio quando andiamo al bancomat o accediamo con user e password alla casella di posta elettronica. La firma elettronica avanzata invece garantisce l’univocità tra firmatario e documento e identifica la persona. Questo non accade nel caso di accesso al bancomat per esempio, quando qualcun altro può possedere il PIN e compiere operazioni al nostro posto.

Le firme elettroniche, infatti, si dividono in firma elettronica e firma elettronica avanzata. La prima è nota a tutti da tempo: la utilizziamo tutti i giorni, per esempio, digitando il pin al bancomat o fornendo l’identificativo utente e password per accedere alla casella di posta elettronica.

La firma elettronica avanzata invece garantisce che il possessore abbia l’esclusività del possesso, essendo creata con due chiavi crittografate, una pubblica e l’altra privata, che permette di sottoscrivere il documento con le cosiddette “one time password” utilizzate per esempio nei conti online.

 

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