Certificati medici on line un vero flop

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il tavolo tecnico messo in piedi dal Ministero della Salute ha messo in luce risultati davvero sconfortanti..

Il tavolo tecnico messo in piedi dal Ministero della Salute ha messo in luce risultati davvero sconfortanti per una delle tante recenti norme che, puntando sulla telematica, avrebbe dovuto comportare tagli significativi alle spese pubbliche.

Si tratta dell’invio all’INPS dei certificati medici, incluse le generiche attestazioni per assenza dal luogo di lavoro.


Si stima che ogni anno vengano inviati all’Istituto di Previdenza Sociale circa cento milioni di tali documenti (finora in forma cartacea), e che il costo di gestione di ciascuno di essi sia pari a circa dieci euro, con una spesa complessiva, dunque, di un miliardo di euro.

Da qualche tempo, però, è stato introdotto, prima in via sperimentale e quindi in via definitiva, l’obbligo di spedire tali certificazioni per via telematica: secondo le stime, questo dovrebbe abbattere a regime le spese descritte di circa la metà (cinquecento milioni di euro).

In realtà, però, l’attento monitoraggio disposti dal ministero sul mese più caldo, quello sperimentale (svoltosi fra il 19 giugno e il 18 luglio scorsi), ha portato a risultati molto diversi da quelli attesi, tanto che si sono levate, anche se invano, molte voci che chiedevano un prolungamento della sperimentazione e una più forte campagna di informazione per i medici di tutta Italia.


Nel mese in questione, infatti, sono stati spediti appena 121.335 certificati on line, pari al 3% del totale di quelli prodotti nel medesimo periodo. Una percentuale perfino risibile, derivante per lo più dalla dichiarata ostilità dei medici italiani: secondo un sondaggio, l’81% di loro giudica negativamente l’innovazione, che d’altronde impone un minimo di dotazione tecnologica cui non tutti sono avvezzi.
Fra tutte le aree d’Italia, è il Nord-Est quello più maldisposto: solo il 3,33% dei medici ha un buon giudizio dei certificati telematici.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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