Banca dati degli accordi internazionali di ricerca

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il CNR varerà entro il prossimo aprile una piattaforma web dove saranno registrati tutti gli accordi stupitati dalle nostre università ed enti di ricerca con gli omologhi esteri..

Il CNR varerà entro il prossimo aprile una piattaforma web dove saranno registrati tutti gli accordi stupitati dalle nostre università ed enti di ricerca con gli omologhi esteri.

Il portale sarà rintracciabile all’indirizzo http://accordi-internazionali.cineca.it, poiché è proprio il centro di calcolo Cineca ad avere avuto l’incarico dal ministero degli Esteri di provvedere alla costruzione del database.


Un’opera di classificazione era indispensabile, poiché il ministero ha censito ben 6.635 accordi oggi in vigore, e la loro crescita è destinata a non avere freni anche per gli anni a venire. C’era dunque il rischio che molti brillanti ricercatori perdessero le occasioni migliori solo perché non erano in grado di orientarsi nella fitta giungla di possibilità, che finiscono per riguardare tutti i comparti dello scibile: scienze naturali e tecnologiche, arte, economia, letteratura, giurisprudenza, storia e così via.

Si è resa così necessaria la costruzione della piattaforma del CNR, per il cui funzionamento la collaborazione dei singoli istituti di ricerca assume un ruolo centrale, tanto per la sua costruzione quanto per il suo continuo aggiornamento.

Dando un’occhiata ai numeri, l’università più attiva è la Cattolica di Milano, che ha stipulato ad oggi 538 accordi di ricerca, seguita da Roma Tre e dal Politecnico di Milano.


Controllando invece i nomi dei partner, scopriamo che oltre la metà degli accordi è stata siglata con altri atenei europei, 1.700 con università del continente americano, 900 in Asia e il restante fra Africa e Oceania. Naturalmente, molti progetti finiscono per vedere coinvolte anche più di due università, magari sparpagliate in diversi continenti.

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