Turisti in Italia contro il caro-prezzi

di Giuseppe Aymerich Commenta

Svolgendo un’indagine fra gli ormai numerosissimi siti web dove i viaggiatori si scambiano impressioni sulle località visitate..

Svolgendo un’indagine fra gli ormai numerosissimi siti web dove i viaggiatori si scambiano impressioni sulle località visitate, è possibile trovare uno spaccato molto interessante sulle opinioni riferite all’Italia.

Da quest’analisi, infatti, è possibile trarre varie considerazioni da cui gli addetti ai lavori nel settore turistico del Belpaese possono prendere ispirazione.


Se il nostro patrimonio artistico, il clima, la cucina e la bellezza dei paesaggi naturali riscuotono un successo senza confini, infatti, dai commenti dei viandanti emergono anche parecchie pecche che il nostro Paese dovrebbe cercare di superare.

Il primo problema è certo quello dei prezzi. Tutti i viaggiatori concordano che l’Italia è molto bella ma altrettanto cara, e non sempre il servizio offerto dagli alberghi e dai ristoranti è così raffinato da giustificare tariffe talvolta esorbitanti, soprattutto se confrontate con quelle di altre nazioni (secondo un paniere calcolato appositamente, l’Italia costa al turista medio circa il doppio della Spagna).


Ma non si tratta solo di una questione di vil moneta. Moltissimi turisti si lamentano della scarsità della conoscenza della lingua inglese presso le strutture turistiche e i negozi; inutile aggiungere che queste lamentele vengono principalmente dai visitatori britannici e americani.

Alle moltitudini di tedeschi che ogni anno affollano ogni pezzetto d’Italia, invece, creano fastidio altri due aspetti: l’arretratezza di molti collegamenti viari e ferroviari e le regole, a loro parere bizzarre, che regnano in maniera eterogenea nei singoli Comuni italiani, dal divieto di mangiare il gelato per strada all’impossibilità di girare a torso nudo per le vie delle città balneari.
Dall’Olanda, infine, una lagnanza inattesa: le multe che fioccano a carico di chi guida o si parcheggia nelle tante ZTL dei centri storici, a loro giudizio non segnalate adeguatamente.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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