La giustizia lenta ha costi enormi per le aziende

di Giuseppe Aymerich Commenta

Non ci sarebbe motivo per tornare ancora una volta sulla lentezza del nostro sistema giudiziario..

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Non ci sarebbe motivo per tornare ancora una volta sulla lentezza del nostro sistema giudiziario, derivante sia dalla mole enorme dei procedimenti a fronte di un organico carente, sia dalla farraginosità di molte norme, se non fosse per un aspetto poco considerato e messo recentemente in luce dalla CGIA di Mestre (VE).

Si tratta dei costi che tutto questo provoca alle aziende italiane: e si tratta di cifre faraoniche, riferite al 2007.


Si calcola, infatti, che le nostre aziende siano costrette, per un motivo o per l’altro, a sborsare due anni fa oltre un miliardo di euro come conseguenze dirette e indirette delle lentezze delle procedure fallimentari, e altrettanto per quelle legate ai procedimenti civili di primo e secondo grado. Altri cinquecentotrenta milioni, inoltre, sono legati a spese burocratiche e amministrative collaterali alle fattispecie già citate.


Questi dati non sorprendono nemmeno più di tanto, se riletti alla luce delle notizie sulla lunghezza dei procedimenti: circa due anni e mezzo di media per il primo grado, poco meno per il secondo. È molto, ma sono comunque notizie migliori rispetto a quelli emerse in analoghe rilevazioni di alcuni anni fa.

Ma è molto peggio il settore concorsuale: una procedura fallimentare dura in media circa otto anni, e questo dato, già drammatico, tende a salire con il tempo a dispetto di tutte le riforme intervenute.

La ricerca di strade alternative e decisamente più rapide si fa impellente, e sarà interessante notare l’impatto della riforma sulla mediazione civile, recentemente varata e in attesa di divenire operativa.

Infine, l’analisi sul territorio: la Regione che vanta i processi più veloci è la Valle d’Aosta, mentre la bocciatura più pesante va alla Basilicata.

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