Difetti di fabbrica, si moltiplicano i casi

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il quotidiano “La Repubblica” ha pubblicato un’approfondita inchiesta su un problema di comune interesse nella vita quotidiana dei cittadini..

Il quotidiano “La Repubblica” ha pubblicato un’approfondita inchiesta su un problema di comune interesse nella vita quotidiana dei cittadini: i difetti di fabbrica.

Ad ognuno di noi, infatti, sarà capitato almeno una volta nella vita di acquistare un manufatto difettoso fin dall’origine, o che smette di funzionare come si deve dopo le prime occasioni di utilizzo.


Oppure, il che è anche peggio, i prodotti più innocui si sono rivelati un pericolo per la salute, e sono stati ritirati di gran carriera dai mercati, per decisione spontanea dei produttori o per ordine delle autorità.

In effetti, nel 2009 i casi di prodotti ritirati nel territorio comunitario sono stati 1.993, oltre il quadruplo rispetto a solo cinque anni prima. Indubbiamente le norme di sicurezza sono sempre più severe, ma questo, tuttavia, spiega solo in parte tale preoccupante incremento.

Sicuramente incidono altri due fattori: un’accresciuta sensibilità dei consumatori (e una maggiore incisività delle varie associazioni) nonché un aumento dei prodotti a basso costo importati dall’Oriente, dove i nostri standard di sicurezza sono pressoché ignoti.


L’aspetto che desta più timori è che un quarto dei prodotti ritirati appartiene al comparto dei giocattoli; non mancano, tuttavia, anche elettrodomestici, capi d’abbigliamento e perfino automobili.

Il quotidiano pubblica un’inquietante casistica di prodotti difettosi: vetture prive di un sistema decente di frenatura, bicchieri con l’immagine dell’orco Shrek impressa col cadmio (tossico), miniforni per bambini causativi di centinaia di ustioni, passeggini dai meccanismi che amputano le dita di sfortunatissimi bimbi, confezioni di burro di noccioline che si rivelano colonie di batteri della salmonella, bambole “Barbie” colorate con il piombo e così via.

In caso di danni, il consumatore può ovviamente richiedere il risarcimento dei danni al produttore, ma in molti tragici casi questa si rivela una consolazione molto magra.

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