Tremonti-ter, arrivano le regole applicative (prima parte)

di Giuseppe Aymerich Commenta

Con la pubblicazione della circolare n. 44/2009, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito tutti i punti più importanti per l’applicazione della..

Tremonti-ter

Con la pubblicazione della circolare n. 44/2009, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito tutti i punti più importanti per l’applicazione della principale agevolazione per le imprese decisa dall’attuale Governo, la cosiddetta legge “Tremonti-ter”.

Non si può dire che questa circolare non fosse attesa, considerato che l’agevolazione vige dal luglio 2009 al giugno 2010, e dunque già un terzo del tempo a disposizione è trascorso.


Sinteticamente, la misura comporta la detassazione dal reddito d’impresa di un importo pari al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di beni strumentali appartenenti alla classe 28 del sistema di codificazione delle attività produttive ATECOFIN2007. Impossibile elencare in questa sede di quali beni si tratti, dato che si parla di decine e decine di tipologie diverse.

L’Agenzia ha specificato che l’incentivo è rivolto alle aziende di ogni ordine e grado. Non riveste dunque alcuna importanza se si tratta di ditte individuali o società; il discorso si applica anche agli enti non commerciali, qualora producano reddito d’impresa.


Né assume alcuna importanza il regime contabile adottato oppure il ramo di attività: sono coinvolte dunque industrie e agricoltori, ditte in contabilità ordinaria e in contabilità semplificata, nonché gli aderenti ai regimi agevolati noti come “forfettino” e “forfettone”.

Invece, l’incentivo non ha alcuna applicazione per professionisti e altri lavoratori autonomi (al contrario di quanto avveniva, ad esempio, con la Tremonti-bis), giacché il testo di legge non ne fa alcuna menzione: fatto, questo, che ha suscitato molte proteste da parte degli ordini professionali.

L’Agenzia delle Entrate ha anche stabilito che l’agevolazione è tranquillamente cumulabile con gli altri incentivi fiscali previsti dalla nostra legislazione (come la Visco-Sud sugli investimenti nel Meridione oppure il credito d’imposta sulla ricerca), con un’eccezione: la detrazione del 55% per i lavori edilizi di riqualificazione energetica, incompatibili con qualsiasi altro aiuto.

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