Incentivi governativi per rilanciare i consumi

di Giuseppe Aymerich Commenta

Nella scorsa primavera, il Governo stanziò trecento milioni di euro..

Nella scorsa primavera, il Governo stanziò trecento milioni di euro per rilanciare i consumi in una decina di settori particolarmente colpiti dalla crisi. L’agevolazione si sostanziò in uno sconto sul prezzo di acquisto: i venditori venivano poi risarciti dallo Stato.

Era però necessario prenotare il bonus, per assicurarsi della disponibilità di risorse: al momento dell’acquisto, il rivenditore si collegava ad un apposito sito ministeriale e verificava la situazione.


In realtà, l’andamento degli incentivi è stato quantomai eterogeneo: se in alcuni comparti le risorse a disposizione sono andate completamente esaurite in poche settimane, in altri ambiti i risultati hanno lasciato parecchio a desiderare, come per le gru o per gli immobili ad alta efficienza energetica, quasi completamente snobbati a suo tempo.

Cosicché, dei trecento milioni stanziati ne sono alla fine rimasti centodieci, tuttora accantonati in un angolo in attesa di nuove destinazioni.
Lo sblocco di questi fondi è stato recentemente deciso dal neoministro per lo Sviluppo Economico, Paolo Romani. Il ministro, infatti, ha deciso di recuperare queste risorse avanzate e farle affluire in un unico, nuovo fondo; dopodiché, si è deciso di riaprire la stagione degli incentivi.

Ma non per tutti i comparti beneficiati pochi mesi fa: solamente per quelli in cui i fondi specificamente previsti all’epoca andarono esauriti al 100%. Sono tre su dieci, quindi, i segmenti interessati: motocicli, nautica e macchine agricole.


Gli sconti partiranno per gli acquisti eseguiti dal 3 novembre in poi, fino a totale esaurimento dei fondi. Le condizioni per fruire dei bonus e le relative percentuali sono le stesse già adottate in primavera: l’unica differenza è che, essendoci ora un unico fondo a disposizione, gli acquirenti nei tre distinti segmenti competeranno fra loro per aggiudicarsi l’incentivo prima che le risorse comuni vadano esaurite.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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