dolce & gabbana - fashion made in italy


Le esportazioni costituiscono una voce importante delle cessioni dei prodotti delle nostre industrie, e il discorso riguarda soprattutto le merci per cui il nostro Paese ha acquisito negli anni una fama positiva nel mondo.

Fra gli ambiti interessati, c’è naturalmente quello del cosiddetto “fashion”, che altro non è che la moda nei settori dell’abbigliamento, delle calzature, dei profumi, dei gioielli. In queste settimane il Ministero dello Sviluppo Economico, d’intesa con l’ICE (Istituto nazionale per il Commercio Estero), ha scelto di puntare decisamente su uno dei mercati di sbocco più importanti per i nostri prodotti alla moda, ossia gli Stati Uniti.


Il rilancio del made in Italy nei mercati americani avverrà attraverso tre linee-guida principali, facenti parte di un unico progetto denominato col titolo ad effetto “If you speak fashion, you speak Italian” (“Se parli di moda, parli italiano”), un progetto di respiro semestrale che terminerà nel prossimo aprile.


La prima azione consiste nel favorire un’immagine positiva dei prodotti nostrani presso le imprese statunitensi, mentre la seconda, all’inverso, punterà a favorire l’azione diretta dei nostri esportatori sul mercato a stelle e strisce. In queste settimane iniziali, la prima linea-guida ha già cominciato ad avere applicazione, con l’invito a popolose delegazioni di imprenditori USA ad alcuni nostri appuntamenti fieristici qua e là per la Penisola.

La terza direttrice, invece, è di carattere promozionale: consiste in una massiccia campagna pubblicitaria per rilanciare la buona immagine del made in Italy in terra americana. Già previsto l’acquisto di preziose pagine su parecchie riviste alla moda, da “Marie Claire” a “USA Esquire”.




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