Detassazione nel tessile per la ricerca

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il settore tessile, uno dei pilastri trainanti dell’economia italiana, in questi ultimi anni è stato messo in ginocchio dalla concorrenza orientale e dalla crisi globale..

Il settore tessile, uno dei pilastri trainanti dell’economia italiana, in questi ultimi anni è stato messo in ginocchio dalla concorrenza orientale e dalla crisi globale.

A favore del tessile, dunque, il Governo ha riservato un sostegno particolare all’interno del decreto incentivi; si tratta di un meccanismo per certi versi assimilabile all’incentivo Tremonti-ter.


In pratica, il 100% dei costi sostenuti per attività di ricerca e sviluppo destinati alla realizzazione di campionari è soggetto a detassazione: ciò significa che, in dichiarazione dei redditi, una volta determinato il reddito imponibile, prima di provvedere al calcolo dell’imposta occorrerà sottrarre, appunto, il totale dei costi rientranti in questa tipologia. L’incentivo opera anche se il reddito è negativo o divenisse negativo a seguito della detassazione. Va notato come nella Tremonti-ter la percentuale di detassazione è del 50%.

Sono beneficiate tutte le imprese di qualunque forma giuridica la cui attività principale rientri nei codici 13 (industrie tessili) o 14 (confezioni di articoli di abbigliamento, in pelle o in pelliccia) della tabella ATECO.
Il riferimento è molto ampio: parliamo delle industrie manifatturiere che producono una grande pluralità di beni, dai vestiti da sera a quelli sportivi e a quelli di lavoro, dai tappeti alle scarpe, dalla biancheria ai ricami, senza scordare corde, feltri e moquette.


L’agevolazione si somma con gli effetti della Tremonti-ter e fa riferimento alle spese sostenute nel 2010, anche nei mesi scorsi. È però necessario il via libera di Bruxelles, e inoltre il beneficio dovrà, insieme ad altre eventuali agevolazioni fruite, rispettare il limite complessivo “de minimis” (duecentomila euro nel triennio).

Si potrà fruire del beneficio solo in sede di saldo delle imposte: gli acconti non potranno essere ridotti per tenerne conto. Per le disposizioni applicative, si attende ora un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

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