Cinema: incentivi per distribuzione e contratti di associazione

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il secondo recente decreto ministeriale di sostegno all’industria cinematografica ricomprende misure di varia natura..

Il secondo recente decreto ministeriale di sostegno all’industria cinematografica ricomprende misure di varia natura.

La prima misura è a favore delle imprese che stipulano contratti di associazione con produttori cinematografici: si ha diritto ad un credito d’imposta pari al 40% degli apporti eseguiti fra il 1° giugno 2008 e il 31 dicembre 2010 e fino ad un milione di euro per esercizio.


Un secondo credito è poi riconosciuto alle imprese di distribuzione che partecipano alla produzione di opere nazionali (dunque, con registi, attori, fotografi, montatori ecc. di nazionalità italiana) a cui il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (Mibac) riconosca interesse culturale. Il beneficio ammonta al 20% degli apporti eseguiti, anche qui entro il limite del milione di euro annuo e nell’intervallo temporale descritto.

La procedura prevede la presentazione della dichiarazione da parte del beneficiario di una serie di informazioni, fra cui gli estremi della registrazione del contratto di associazione e l’ammontare degli apporti e del credito d’imposta maturato.

Una distinta procedura è poi prevista per ulteriori incentivi per altre ipotesi, sempre verificatesi nell’intervallo temporale già indicato. Possono maturare, infatti, altri crediti d’imposta, pari al 15% delle spese di distribuzione di opere cinematografiche di interesse culturale (fino a 1,5 milioni di euro per anno) e al 10% delle medesime spese sostenute per opere cinematografiche nazionali (fino a due milioni per anno).


L’iter per queste agevolazioni aggiuntive prevede la compilazione di uno specifico modello dichiarativo da presentare al Mibac e un’autocertificazione per l’Agenzia delle Entrate, in merito all’eventuale fruizione di precedenti incentivi giudicati poi inammissibili dall’Unione Europea.
In tutti i casi, i crediti d’imposta descritti in quest’articolo (come quelli del precedente) non sono soggetti ad alcuna tassazione ma sono suscettibili di impiego esclusivamente in compensazione.

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