Bonus ricerca, fondi in arrivo

di Giuseppe Aymerich Commenta

Fra le numerose agevolazioni fiscali previste dal nostro ordinamento, quella che forse ha creato più polemiche applicative è il credito d’imposta riconosciuto a chi esercita attività di ricerca e sviluppo..

Fra le numerose agevolazioni fiscali previste dal nostro ordinamento, quella che forse ha creato più polemiche applicative è il credito d’imposta riconosciuto a chi esercita attività di ricerca e sviluppo.

Al bonus, pari ad una quota delle spese sostenute e impiegabile esclusivamente in compensazione, hanno infatti concorso migliaia di aziende, sbancando tutte le previsioni: il che è ottimo per lo sviluppo economico del Paese ma non lo è per le casse dello Stato, impreparate ad un simile afflusso di domande.


In un primo momento, infatti, non erano previsti limiti particolari, cosicché chiunque presentava i requisiti di legge poteva legittimamente richiedere il bonus. Il 28 novembre 2008, invece, fu introdotto un sistema di controllo, tale da far sì che le nuove domande potessero essere soddisfatte solo fino ad esaurimento dei fondi stanziati: nel maggio 2009 ci fu così il famigerato click-day, che in soli trentacinque secondi portò a spazzolare via tutte le risorse a disposizione.

Questo evento portò a due conclusioni: la revisione del meccanismo del click-day per i bonus successivi e la furia di migliaia di aziende, le quali, pur possedendo tutti i requisiti, si erano viste privare del credito d’imposta per una questione di secondi.

Il problema riguarda soprattutto quella folla di imprese (circa 17.500) che avevano sostenuto le loro spese prima del famoso 28 novembre, quando cioè non potevano ancora prevedere un meccanismo di limitazione e che dunque avevano sostenuto spese anche ingenti contando in buona fede su un’agevolazione data per certa.


Una situazione iniqua che ha portato il Governo a stanziare fondi straordinari a favore di queste imprese. Il loro credito complessivo ammonta a 737 milioni di euro (mediamente quarantaduemila euro a testa): i primi 350 saranno sbloccati entro il 2011, per gli altri si dovrà ancora attendere.

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