Il ministero dell’Università ha bandito una gara per l’assegnazione di 465 milioni di euro di derivazione comunitaria per sostenere la ricerca industriale e lo sviluppo della competitività nelle quattro Regioni meridionali più disagiate: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia (per i cui progetti spettano rispettivamente 145, 150, 80 e 90 milioni).

Possono partecipare al bando le aziende di ogni dimensione, incluse le imprese artigiane, oltre ai parchi tecnologici e ai centri di ricerca, purché la relativa sede principale sia situata (o ci si impegni a trasferirla in tempi rapidi) nelle terre interessate.


È ammesso presentare progetti in comune con le università, ma queste ultime dovranno comunque sostenere il semplice ruolo di partner rispetto alle aziende partecipanti al bando.
È stato anche chiarito che nella ripartizione dei fondi saranno favoriti i progetti che integrano aziende medio-piccole con le grandi, purché alle PMI spetti almeno il 35% delle attività complessive (calcolate sulla base dei costi).
Un altro criterio importante prevede un occhio di riguardo dei progetti che vadano oltre i ristretti confini regionali e prevedano che parte delle attività si svolgano anche fuori dalle quattro Regioni interessate (in Italia o all’estero), purché la quota delle attività delocalizzate non superi il 25% del totale.


Per partecipare al bando occorre inviare un’istanza di partecipazione dal 10 febbraio al 9 aprile presso il sito http://roma.cilea.it/Sirio in cui è anche possibile trovare informazioni relativamente alle nove aree di ricerca industriale per le quali è ammesso presentare i progetti.
Va segnalato, infine, che i progetti possono prevedere anche una fase di sviluppo, che comunque non deve essere preponderante rispetto alla ricerca pura, e che possono ricomprendere anche attività di formazione per tecnici e ricercatori.



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