Agevolazioni postali editoria azzerate

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il settore dell’editoria, in Italia, è perennemente in crisi, almeno secondo gli addetti ai lavori..

Il settore dell’editoria, in Italia, è perennemente in crisi, almeno secondo gli addetti ai lavori, e altrettanto perennemente ha potuto godere di agevolazioni di varia natura erogate dalle istituzioni allo scopo di tutelare il valore culturale delle loro produzioni.

Ora, però, le case editrici devono fare i conti con un colpo molto duro inferto dal ministro Scajola. Fra le varie agevolazioni, c’era la possibilità di pagare tariffe minime per la spedizione di libri, riviste e quotidiani ad abbonati e acquirenti occasionali mediante il servizio di Poste Italiane. Le Poste, a consuntivo, si facevano rimborsare della differenza dal ministero.


In tempi di crisi e di continui tagli al bilancio, tuttavia, anche questa voce di spesa è stata cancellata. Il motivo è semplice: non ci sono più fondi per rimborsare le Poste; basti dire che i cinquanta milioni stanziati per il 2010 sono andati esauriti già a marzo.

Con decreto ministeriale urgente, dunque, Scajola ha stabilito che i contributi per la spedizione postale dei prodotti editoriali sono cessati il 31 marzo scorso, anche se non è escluso una ripresa dell’agevolazione qualora si trovassero nuovi fondi (impresa pressoché impossibile).


La decisione del ministro ha suscitato le reazioni sdegnate delle case editrici, soprattutto quelle minori che pubblicano periodici specializzati che sopravvivono più grazie agli abbonamenti che al circuito delle edicole. Ora queste società dovranno per forza ritoccare pesantemente il costo di vendita per far fronte al nuovo costo delle spedizioni postali, rischiando di dare la mazzata definitiva al numero di copie vendute.

Poco convinta anche l’Antitrust, che tuttavia riconosce che perlomeno viene meno un sistema che avvantaggiava indebitamente le Poste rispetto agli spedizionieri privati.

Rispondi