Tassa sulle barche modificata dal Governo Letta

di Fabrizio Martini Commenta

Il Governo Letta ha rivisto nel Decreto del Fare la tassa sulle imbarcazioni, che era già stata ritoccata dal Governo Monti nella manovra salva Italia e nel decreto liberalizzazioni

barca

La tassa sulle barche torna nell’agenda di discussione del Governo, dopo essere stata tema di un acceso dibattito politico nel periodo del precedente Governo Monti. Le discussioni portarono ad un clamoroso flop della tassa sulla nautica da diporto, ma l’esecutivo insediato solo un paio di mesi fa ha ritoccato la disciplina nel cosiddetto decreto del fare

La manovra salva Italia di Monti, cioè il decreto legge n. 201/2011  poi convertito nella legge n. 214 del 2011 aveva a suo tempo introdotto la tassa sulle barche che colpiva i  proprietari, ma anche gli usufruttuari e gli acquirenti che avevano stipulato patto di riservato dominio. I soggetti interessati dalla tassa erano anche gli utilizzatori a titolo di locazione finanziaria che dovevano versare la quota all’erario per l’intera durata del periodo di godimento, e i residenti nel territorio dello Stato: Anche le organizzazioni stabili in Italia di soggetti non residente nel territorio nazionale erano soggetti all’imposta.

Successivamente lo stesso Governo Monti con la disciplina sulle liberalizzazioni ha modificato parzialmente la serie di norme sulle tassazioni delle barche, prevedendo nuovi importi.

In particolare erano previste le seguenti quote:

  • 800 euro per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 10,01 e i 12 metri
  • 1.160 euro per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 12,01 e i 14 metri
  • fino ai 25.000 euro per le unità da diporto con scafo di lunghezza superiore ai 64 metri

Le speranze del Governo Monti però sono state presto disattese, infatti la norma non ha avuto dei particolari effetti, tanto che quasi tutti i media nazionali hanno parlato di un clamoroso flop, sia per le casse statali, sia sul piano politico. Il nuovo Governo guidato da Letta ha così deciso di intervenire nuovamente sul cosiddetto decreto “del fare” reintroducendo la tassa sulla nautica da diporto, ma modificandone la versione. Le novità del provvedimento semplificazioni e del decreto del fare sono molteplici. Poche settimane fa erano state previste delle esenzioni sulla tassa imbarcazioni.

Il decreto presentato nella serata di sabato prevede quindi:

  • esenzione per tutte le  imbarcazioni fino a 14 metri di lunghezza
  • riduzione alla metà per quelle entro i 20 metri
  • pagamento dagli 870 fino ai 1.740 euro per le barche di lunghezza compresa tra 14,1 a 17 metri
  • pagamento di 1300 euro per le imbarcazioni dai 17,01 a 20 metri

 

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