Finanziaria 2010

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge contenente la manovra finanziaria per il 2010..

Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge contenente la manovra finanziaria per il 2010.

In realtà, ha precisato il superministro dell’Economia Giulio Tremonti, il concetto di Finanziaria in senso classico è da considerarsi ormai superato.

Per evitare quello che il premier Berlusconi ha definito “l’assalto alla diligenza” da parte dei gruppi politici, intenzionati da sempre a combattere per assicurare risorse al proprio elettorato di riferimento, ormai le vere manovre economiche sono da considerarsi i vari decreti-legge anticrisi varati nel corso dei mesi, mentre la Finanziaria vera e propria contiene solo qualche aggiustamento di secondaria importanza e, soprattutto, si limita a fotografare la situazione della contabilità pubblica nelle varie tabelle allegate.


È la seconda Finanziaria in versione leggera dopo quella dell’anno passato. Nel 2008 si scelse infatti di varare una manovra di respiro triennale; il triennio di riferimento viene ora aggiornato, spostandone il termine al 2012.

Inutile, dunque, cercare fra le pieghe della Finanziaria norme rivoluzionarie per la vita delle imprese e dei lavoratori. Come accennato, infatti, si riscontrano soprattutto novità di secondaria importanza.


Fra esse, si ha la fissazione definitiva dell’aliquota IVA per le ristrutturazioni edilizie al 10% (in precedenza tale aliquota ridotta era provvisoria) e spostando in avanti di un anno, dal 2011 al 2012, la cessazione della validità della detrazione fiscale al 36% per questa tipologia di lavori.

Sono poi stati stanziati circa tre miliardi e mezzo per il rinnovo dei contratti pubblici nei prossimi tre anni e, recependo le indicazioni della Corte Costituzionale, gli extracomunitari divengono potenziali beneficiari delle indennità di accompagnamento e delle pensioni d’inabilità quando ne presentino i requisiti.

Riviste, infine, le previsioni sul PIL e il deficit pubblico, in prospettiva di un loro lieve miglioramento rispetto alle funeree stime del DPEF.

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