Esuberi pubblica amministrazione previsti dalla spending review

di Stefania Russo Commenta

Il provvedimento di riduzione delle piante organiche all'interno della pubblica amministrazione, illustrato nei giorni scorsi durante...

Il provvedimento di riduzione delle piante organiche all’interno della Pubblica Amministrazione, illustrato nei giorni scorsi durante l’incontro con i sindacati dal ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, Patroni Griffi, prevede 4.028 esuberi che andranno ad interessare il personale non dirigenziale della Pubblica Amministrazione.

Più nel dettaglio, le tabelle fornite dal ministero ai sindacati indicano 3.236 esuberi nei ministeri, 126 negli enti pubblici di ricerca e 666 negli enti pubblici non economici.


Per quanto riguarda i dirigenti, invece, gli esuberi totali previsti sono 487. Di questi, in particolare, 48 riguarderanno i dirigenti di prima fascia, mentre i restanti 439 quelli di seconda fascia.

I dati sono comunque provvisori, in quanto non è esclusa una variazione in sede di trattativa con i sindacati. Il ministro ha inoltre precisato che allo stato attuale non è corretto parlare di esuberi, in quanto si tratta di eccedenze che saranno gestite insieme ai sindacati previa verifica dei pensionamenti ordinari e dei prepensionamenti, nonché prendendo in considerazione anche gli strumenti di flessibilità contemplati dalla normativa attualmente vigente, come il part time, la mobilità volontaria e quella obbligatoria per due anni con riduzione degli stipendi. Una volta conclusa questa fase si potrà parlare di esuberi veri e propri.

Del resto, un netto taglio del numero delle eccedenze è già evidente se si considerano i dati contenuti nel testo del decreto uscito dal Parlamento lo scorso agosto, dal momento che una prima stima indicava 24.000 dipendenti pubblici in esubero, circa 11.000 nei ministeri e negli enti pubblici non economici e 13.000 negli enti territoriali.

Secondo le prime stime, la riduzione del personale impiegato nella pubblica amministrazione comporterà un risparmio pari a circa 342 milioni di euro. A questa cifra bisogna poi aggiungere il risparmio derivante dal mancato rinnovo dei contratti di 200.000 precari che lavorano nella pubblica amministrazione, in scadenza il 31 dicembre prossimo.

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