DPEF nel segno della continuità

di Giuseppe Aymerich Commenta

In questo periodo, per obbligo di legge, il Governo deve presentare il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria..

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In questo periodo, per obbligo di legge, il Governo deve presentare il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria, nel quale sono esposte le previsioni e gli obiettivi di politica economica dello Stato per i prossimi anni.

Tuttavia, come ha rilevato il ministro delle Finanze Giulio Tremonti, quest’anno probabilmente non ve n’era un autentico bisogno.


Infatti, come si ricorderà, l’anno scorso fu varata per la prima volta una Finanziaria a respiro triennale, cosicché il DPEF 2009 deve semplicemente aggiornare i propri dati senza prevedere grandi rivoluzioni rispetto a quanto già stabilito.

Anche l’abbattersi della crisi globale non pare aver apportato particolari sconvolgimenti ai piani economici del Governo.
Il Documento di Programmazione prende in considerazione il quadriennio 2010-2013 e le direttrici della ripresa economica nel periodo post-crisi.


Si divide in due parti: la prima descrive le cause e gli effetti della crisi e le misure introdotte negli ultimi mesi per combatterla; la seconda, invece, affronta i temi dello sviluppo da attendersi una volta che sarà passata la tempesta.

Il rilancio della nostra produttività è affidato a due riforme, in particolare: l’attuazione del federalismo fiscale e gli investimenti infrastrutturali, senza scordare, naturalmente, la formazione delle risorse umane.

Gli obiettivi macroeconomici di fondo sono quelli già noti: l’azzeramento del deficit pubblico e la progressiva riduzione del famigerato rapporto debito pubblico / PIL, agendo su entrambi i termini della frazione.

In generale, comunque, il Governo ha ritenuto di sottolineare che la crisi rappresenta per il nostro Paese una buona occasione per ripensare gran parte degli attuali assetti finanziari e istituzionali, per adeguarli e migliorarli.

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