Decreto incentivi (prima parte)

di Giuseppe Aymerich Commenta

Dopo un iter parlamentare non privo di difficoltà, il cosiddetto “decreto incentivi” (DL 5/2009) ha finalmente ottenuto dall’aula del Senato l’approvazione definitiva..

Dopo un iter parlamentare non privo di difficoltà, il cosiddetto “decreto incentivi” (DL 5/2009) ha finalmente ottenuto dall’aula del Senato l’approvazione definitiva.

Il decreto fu varato un paio di mesi fa con lo scopo di offrire una serie di risposte alle esigenze dettate dalla permanente crisi dell’economia; nel corso degli ultimi mesi, tuttavia, sono state apportate al testo originario una serie di correzioni e di integrazioni. Vediamo dunque, fra le modifiche introdotte, quali appaiono di maggior interesse per imprenditori e lavoratori.


Innanzitutto, i benefici (soprattutto di natura fiscale) previsti per i distretti industriali sono ora attribuiti anche alle “reti fra imprese”. Quest’ultimo è un concetto del tutto nuovo per la nostra legislazione, anche se ricorda il già noto contratto di consorzio: si tratterà dell’ipotesi in cui più imprese giuridicamente distinte vorranno svolgere in comune una o più attività economiche per rafforzare la rispettiva competitività sul mercato, secondo un programma e una durata predefiniti in un contratto stipulato per atto pubblico e depositato presso il Registro delle Imprese.


Nel settore edile, sono stati fissati degli standard più elevati relativamente alla qualità dell’acciaio per le costruzioni: una norma tristemente d’attualità dopo gli eventi dell’Abruzzo.
Buone notizie per chi ha acquistato a suo tempo alcune tipologie di obbligazioni convertibili Alitalia: avrà la possibilità di convertirle, almeno in parte, in titoli di Stato, sia pure di valore inferiore rispetto a quello dei titoli originali.

Interessanti incentivi per i datori di lavoro che assumeranno nel 2009-10 lavoratori che fruiscono di ammortizzatori sociali o che hanno perso il lavoro, purché nel medesimo periodo non licenzino nessuno. Godranno infatti di un indennizzo da parte dell’INPS pari alle quote di trattamento integrativo del reddito che, proprio in seguito a queste assunzioni, non dovranno più essere erogate.

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