Finanziamenti europei per avviare l’impresa

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il ministro Maurizio Sacconi e i suoi colleghi comunitari hanno deliberato lo stanziamento di circa cinquecento milioni di euro per favorire lo..

Il ministro Maurizio Sacconi e i suoi colleghi comunitari hanno deliberato lo stanziamento di circa cinquecento milioni di euro per favorire lo sviluppo di nuove aziende di piccole e piccolissime dimensioni.

I fondi saranno erogati a partire dal prossimo giugno, sotto forma di prestiti agevolati gestiti dalla Banca Europea per gli Investimenti e versati mediante gli istituti di credito nazionali e locali che saranno selezionati nei prossimi mesi. Il finanziamento concesso al singolo aspirante imprenditore non può superare venticinquemila euro: si calcola che alla fine dovrebbero essere stanziati in tutto circa quarantacinquemila prestiti.


Lo scopo è favorire quei soggetti marginali che normalmente non hanno accesso ai finanziamenti bancari, o lo hanno a prezzi molto elevati: si tratta dei disoccupati che intendono mettersi in proprio, con un proprio progetto da sviluppare e poche speranze di riuscirci davvero.

L’accordo non prevede come ripartire i fondi nel territorio comunitario: l’idea è quella di garantire un certo equilibrio geografico, ma il dettaglio è ancora da definire. Non è nemmeno stato stabilito se privilegiare determinati settori rispetto ad altri, per cui è presumibile che, a parità di condizioni, tutti i progetti presentati avranno le stesse possibilità di essere accolti.

Oltre ai finanziamenti, l’accordo europeo prevede anche l’avvio di attività di formazione e tutoraggio a favore dei beneficiari, per assicurare maggiori possibilità di sviluppo e radicamento delle microaziende finanziate.


Il ministro Sacconi si è dichiarato soddisfatto dell’accordo, ma ritiene indispensabile apportare dei miglioramenti ad alcune logiche di erogazione dei fondi europei. Ad esempio, la tutela dell’occupazione femminile avviene per settori e non per aree geografiche, così, mentre le lavoratrici del Mezzogiorno (dove i tassi di disoccupazione sono altissimi) non hanno tutele particolari, mentre “ci permettiamo di incentivare il lavoro delle donne negli altiforni o nelle miniere”.

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