Finanziamenti all’imprenditoria femminile, legge 215/92

di Luca Bruno Commenta

La legge che norma gli stanziamenti finanziari per agevolare e promuovere l'imprenditoria femminile è la 215/92.

lavoratrice donna

La legge che norma gli stanziamenti finanziari per agevolare e promuovere l’imprenditoria femminile è la 215/92.

Tali finanziamenti, costituiti da contributi a fondo perduto, validi su tutto il territorio nazionale, sono dedicati ad una particolare categoria di impresa, che per avere accesso alla graduatoria successiva al bando che poi assegnerà il finanziamento, deve avere una serie di requisiti fondamentali:


– Essere ditte o aziende con meno di 50 dipendenti.
– Avere un fatturato che non superi i 7 milioni di Euro l’anno ed il cui patrimonio non sia superiore ai 5 milioni di Euro.


– Essere prevalentemente gestita da donne: nel caso di una ditta individuale il titolare deve essere donna, nel caso di cooperative il personale femminile deve essere superiore al 60% dei soci, e nel caso di società di capitali la presenza femminile deve essere non solo presente per almeno i 2/3 negli organi di amministrazione ma anche il capitale deve essere per almeno i 2/3 si proprietà di donne.

I requisiti sopra descritti devono essere tali al momento della domanda, e non possono variare nei successivi 5 anni, pena la decadenza del finanziamento.

Le graduatorie vengono realizzate tenendo conto di una serie di parametri, che contribuiscono a far acquisire punti:

in primo luogo la partecipazione femminile, in termini numerici, nell’impresa, poi la capacità di garantire occupabilità, e, naturalmente le varie certificazioni in termini di sicurezza del lavoro, dell’ambiente e di qualità.

Tra le attività dell’impresa, che può essere sia nuova sia nata dalla rilevazione di una precedente attività, quelle che possono essere finanziate dai contributi a fondo perduto riguardano sia opere murarie, di impiantistica generale come elettricità, riscaldamento, connettività etc, sia le spese per le attrezzature ed i macchinari, sia per l’acquisizione dell’arredamento atto a svolgere l’attività ed eventualmente alle spese sostenute per le attività telematiche, computer, software etc.

Il contributo ha delle percentuali massime di finanziamento, che, soddisfatti alcuni parametri, vanno dal 50% all’80% di finanziamento delle spese sostenute.

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