Diritto di recesso dal contratto di mutuo

di Giuseppe Aymerich Commenta

Fino a pochi giorni fa, nessuna legge prevedeva regole specifiche per il diritto di recesso dal contratto di mutuo..

Fino a pochi giorni fa, nessuna legge prevedeva regole specifiche per il diritto di recesso dal contratto di mutuo; ciò comportava, quindi, l’applicazione delle norme generali in materia di recesso dai contratti, con i relativi limiti.

Il D. Lgs. 141/2010 ha però cambiato completamente il quadro, introducendo il nuovo articolo 125-ter all’interno del Testo Unico Bancario.


Il mutuatario, infatti, ha ora il diritto di recedere senza fornire particolari giustificazioni da qualsiasi contratto bancario di natura creditizia. Il recesso può essere comunicato alla controparte entro il termine di quattordici giorni dalla data di firma del contratto, o dalla data in cui ha ottenuto tutte le informazioni di legge qualora sia successiva.

Il diritto viene fatto valere inviando una raccomandata A/R alla banca; oppure spedendo entro il termine descritto una e-mail, un fax o un telegramma (quando questi metodi di comunicazione siano previsti espressamente dal contratto), purché nelle quarantotto ore successive il recesso sia confermato via raccomandata A/R.

Se nel frattempo il contratto ha già cominciato a prendere piede, il mutuatario dovrà restituire alla banca tutte le somme da questa accreditate, con gli interessi intanto maturati, nonché rimborsare tutte le spese sostenute verso terzi, a partire dalle tasse.


Esiste poi una seconda possibilità di recedere dai contratti di credito: quando essi sono stipulati a durata indeterminata. In questo caso il diritto può essere fatto valere anche dalla banca.
Ancora una volta occorre una raccomandata A/R da spedire alla controparte, però va rispettato anche un termine di preavviso, la cui durata è fissata dal contratto ma in ogni caso non può superare trenta giorni per il cliente ed essere inferiore a sessanta per la banca.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Rispondi