Crolla il credito al consumo

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il credito al consumo nel nostro Paese ha sempre avuto una dimensione molto ridotta rispetto ai Paesi anglosassoni..

finanziamento e credito al consumo

Il credito al consumo nel nostro Paese ha sempre avuto una dimensione molto ridotta rispetto ai Paesi anglosassoni, ma negli ultimi anni si era comunque assistito ad una crescita imperiosa e che pareva inarrestabile: segno che i cittadini avevano iniziato a conoscere e ad apprezzare questa soluzione finanziaria per le loro spese di media entità (automobile, elettrodomestici, arredamento ecc.).


Il credito al consumo, infatti, è definito come la concessione di finanziamenti ai consumatori per i loro acquisti destinati alla vita privata e in genere ammontano a qualche migliaio di euro, talvolta anche meno.

Tuttavia, la crisi sta assestando un duro colpo alla diffusione del credito al consumo. I dati diffusi dall’associazione delle società operanti nel settore (la Assofin) dimostrano come nel 2009 si sia verificata una riduzione pressoché generalizzata, salvo casi sporadici.


Nel periodo gennaio-luglio i prestiti concessi ammontano a circa il 12% in meno rispetto a quelli erogati nell’analogo periodo del 2008.
Le spiegazioni sono diverse e confluenti: da un lato si riduce il potere d’acquisto dei cittadini e crescono le loro incertezze sul futuro, così preferiscono rinviare sine die gli acquisti non urgentissimi;

dall’altro lato, le società finanziarie raddoppiano le loro esitazioni nel concedere finanziamenti, considerata la scarsa fiducia verso i consumatori e la loro capacità di ripagare i debiti contratti (con i relativi interessi e oneri vari).

La parte del leone è costituita dai finanziamenti per l’acquisto di automobili. Il settore gode in questi mesi di incentivi all’acquisto e alla rottamazione, e in effetti il trend delle vendite è positivo (seppure tutt’altro che eccellente), e tuttavia la relativa concessione di finanziamenti è calata.

Crescono invece sia la percentuale dei rigetti delle domande di credito al consumo (dal 42% al 49%) che quella delle insolvenze (dall’1,8% al 2,7%).

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