Costo finanziamenti con abbassamento rating Italia

di Filadelfo Scamporrino Commenta

Anche l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, con una nota emessa sabato scorso ha giudicato come incomprensibile, irresponsabile e ingiustificata la decisione di abbassare il rating.

Venerdì scorso l’Agenzia di rating S&P ha declassato a tutto campo numerosi Paesi dell’Eurozona riguardo al debito sovrano. La Francia ha perso la tripla A così come l’Italia è stata declassata di due gradini generando non poche proteste a livello istituzionale.

Anche numerosi esponenti di spicco della Comunità Europea hanno manifestato la propria contrarietà ad una decisione che dà un’altra spallata ai cosiddetti Paesi periferici dell’Eurozona. A pagare salato il prezzo di questo declassamento rischiano ora di essere in Italia le imprese e le famiglie nell’accesso al credito.



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Di questo passo, infatti, i tassi applicati sui mutui, sui fidi, sui prestiti e sui leasing difficilmente tenderà a scendere; anzi il rischio è quello di un aumento del costo del denaro attraverso il circuito bancario al punto tale da mettere in seria difficoltà le famiglie e le PMI bisognose di liquidità.

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Anche l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, con una nota emessa sabato scorso ha giudicato come incomprensibile, irresponsabile e ingiustificata la decisione di abbassare il rating dei Paesi dell’Eurozona, a partire proprio dall’Italia a poche ore dall’ottimo risultato avutosi con le ultimissime aste di Buoni Ordinari del Tesoro (Bot) e di Buoni del Tesoro Poliennali (Btp). E se S&P ha ribadito l’indipendenza delle proprie valutazioni, in molti pensano che a livello internazionale il ruolo delle agenzie di rating debba essere rivisto al fine di evitare che le loro decisioni pesino sulla finanza e sull’economia reale.

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