Si apre la vetrina di Vinitaly 2009

di Giuseppe Aymerich Commenta

Fino a lunedì 6 la Fiera di Verona ospiterà gli oltre 4.250 espositori giunti da tutto il mondo per la quarantatreesima edizione di Vinitaly..

vinitaly

Fino a lunedì 6 la Fiera di Verona ospiterà gli oltre 4.250 espositori giunti da tutto il mondo per la quarantatreesima edizione di Vinitaly, la principale manifestazione enologica del nostro Paese.

La crisi non sembra avere colpito il settore vitivinicolo, se è vero come afferma il direttore Giovanni Mantovani che non solo i mercati esteri in cui il vino italiano è più conosciuto e apprezzato (l’Europa occidentale e gli Stati Uniti) non mostrano segni di saturazione, ma soprattutto si stanno aprendo nuovi mercati come la Russia e l’Estremo Oriente dove il nostro prodotto è ancora poco conosciuto ma sta rapidamente conquistando estimatori.


Si calcola che nel 2008 le esportazioni del vino italiano abbiano prodotto un volume d’affari pari a circa 3,6 miliardi, il valore massimo mai registrato.

Ma anche sul fonte interno pare che ci siano interessanti spazi di crescita. Sembra inoltre che i consumatori italiani prediligano sempre più il vino di qualità, premiando i produttori più scrupolosi nel soddisfare questa esigenza.


Oltre a favorire l’incontro fra produttori e acquirenti, Vinitaly sarà l’occasione per alcuni convegni sullo stato dell’industria vitivinicola italiana. Un aspetto che sarà sottolineato sarà il preoccupante calo della produzione a fronte di una domanda in crescita: si stima che nel 2008 il volume produttivo sia sceso di circa il 7% rispetto all’anno precedente, con un conseguente aumento del prezzo di vendita.

Si discuteranno poi con una certa preoccupazione alcune novità provenienti dai regolamenti comunitari. I marchi “doc” e simili scompariranno gradualmente, a favore di una nuova classificazione standard a livello europeo, che potrebbe ingenerare confusione nei consumatori.

Appaiono inoltre preoccupanti le ipotesi di deregulation a favore dei vini da tavola più commerciali e dei rosati ottenuti con una banale miscela di bianchi e rossi.

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