Salone del Mobile 2010, cauto ottimismo fra gli imprenditori

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il Salone Internazionale del Mobile costituisce forse il più importante evento fieristico italiano..

Il Salone Internazionale del Mobile costituisce forse il più importante evento fieristico italiano: non a caso, quest’anno, moltissimi occhi interessati erano puntati su Milano, alla ricerca di elementi da cui trarre considerazioni più complessive sullo stato degli investimenti e dei consumi in questa lunga fase di transizione fra crisi e ripresa.


Il Salone si è svolto alla metà di aprile. Ora che i battenti si sono chiusi, possiamo trarre qualche considerazione a mente fredda sulla fiera.

Innanzitutto, si conferma ancora una volta quanto l’esposizione rappresenti una colossale occasione di business non solo per Milano ma per la Lombardia tutta: si calcola che il fatturato realizzato in occasione del Salone e dei numerosissimi eventi collegati sia pari a circa 250 milioni di euro, di cui circa l’80% concentrato nel capoluogo.

A beneficiarne sono stati prevalentemente gli alberghi, che hanno registrato in quei giorni il tutto esaurito, nonché bar e ristoranti. Ma a gioire di più sono stati probabilmente i tassisti, che considerano non a caso i giorni della fiera come i più importanti dell’anno dal loro punto di vista (e la liberalizzazione dei turni decisa dal Comune di Milano ha consentito di sfruttare appieno la situazione).

In effetti, la massa di espositori e visitatori provenienti da tutta Italia e da mezzo mondo è stata imponente.


Come previsto, è cresciuto ampiamente il numero dei visitatori russi e asiatici, ma la notizia forse migliore è una ripresa (dopo qualche anno negativo) degli occidentali, inglesi e americani in testa.

Le aziende del settore, onestamente, non paiono impazzire dall’entusiasmo, ma vivono tutto sommato respirando un’atmosfera di cauto ottimismo: la crisi del settore è ancora forte e gli incentivi governativi si sono rivelati modesti, ma i semi per una ripresa duratura forse sono stati gettati.

Rispondi