Vendite su Ebay sotto la lente del Fisco

di Giuseppe Aymerich Commenta

Internet presenta agli occhi di chiunque un’aura di leggerezza, quasi di sregolatezza..

Internet presenta agli occhi di chiunque un’aura di leggerezza, quasi di sregolatezza. In realtà il legislatore fiscale la pensa diversamente: vendere via web è semplicemente l’utilizzo di uno strumento differente e innovativo per esercitare un’attività che, sotto tutti i punti di vista, non ha niente di diverso da una esercitata con metodi più tradizionali.


Così, chi si limita a rivendere occasionalmente i vecchi mobili di casa oppure francobolli o fumetti da collezione non ha niente da temere; ma chi invece esercita in maniera continuativa l’acquisto e la rivendita di merci servendosi del portale Ebay di aste online o di altri siti presenti sulla rete è un commerciante né più né meno di chi apre un negozio fisico, ed è dunque soggetto ai medesimi obblighi tributari: apertura della partita IVA, fatturazione, tenuta delle scritture contabili, dichiarazioni ecc…

Lo ha scoperto a sue spese uno studente universitario fiorentino, il cui caso è stato raccontato dal quotidiano “Il Giornale”. Ad un controllo della Guardia di Finanza è emerso che egli si serviva di Ebay per acquistare e rivendere capi d’abbigliamento, realizzando un giro d’affari annuale che superava gli 850.000 euro.

Il tutto senza dichiarare niente al Fisco e, anzi, senza nemmeno sospettare (o, perlomeno, così si è difeso) di commettere alcunché di illecito. Ma le sue giustificazioni non sono bastate ad esentarlo da una denuncia come evasore totale.


Il caso in questione, in realtà, è solo uno dei tantissimi finiti sotto la lente dei segugi dell’Amministrazione finanziaria. Da un paio d’anni, infatti, Guardia di Finanza e Amministrazione Finanziaria richiedono costantemente ad Ebay i dati dei venditori che pagano oltre mille euro di commissioni all’anno (le commissioni sono pari al 7% dei prezzi di vendita), per verificare che col Fisco sia tutto in regola.

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