Troppi consumi rivelano un’evasione fiscale diffusa

di Giuseppe Aymerich Commenta

Tutti sappiamo bene che l’evasione fiscale è uno dei problemi più radicati e difficili da estirpare nel nostro Paese, e di..

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Tutti sappiamo bene che l’evasione fiscale è uno dei problemi più radicati e difficili da estirpare nel nostro Paese, e di continuo sono diffuse statistiche e graduatorie sull’argomento.

L’analisi pubblicata alcuni giorni dal quotidiano “Il Sole 24 Ore”, però, dimostra il fenomeno partendo da un inedito punto di vista, e cioè il livello dei consumi nel nostro Paese: emerge che, mediamente, gli italiani spendono il 19% in più di quello che teoricamente potrebbero in base ai redditi da loro dichiarati.


Naturalmente il dato non va preso alla lettera, perché i soldi che alimentano i consumi non derivano solo dal reddito ma anche da indebitamenti e risparmi; così come va ricordato che parte dei redditi, per legge, non sono dichiarati, per il semplice fatto che sono tassati a parte o esenti da tassazione. E tuttavia, anche provando a eliminare l’effetto stimato di queste altre componenti, il risultato è comunque significativo.


Ancora più significativa è poi la differenza fra un’area e l’altra del Paese. Emerge, infatti, che mediamente la differenza fra consumi e reddito è molto elevata nelle aree più povere, mentre è piuttosto contenuta in quelle più ricche. La classifica è infatti guidata dalla Calabria, con una differenza addirittura del 48,3%, e in alta posizione troviamo anche Sicilia, Campania e Puglia. Dal lato opposto, la Lombardia (5,8%), preceduta da Piemonte e Friuli Venezia Giulia.

Ma questi dati non vanno presi semplicisticamente: basti dire, infatti, che il secondo posto è occupato a sorpresa dalla Valle d’Aosta, con un notevole 39,9%, in cui comunque influiscono anche fattori locali come gli incentivi regionali per l’acquisto della casa.

In ogni caso, non c’è Regione in cui, di molto o di poco, non emerga questa preoccupante forbice fra il reddito dichiarato e l’effettivo potere d’acquisto.

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