Operazioni intracomunitarie e anagrafe assistenziale nella Manovra 2010

di Giuseppe Aymerich Commenta

Gli acquisti e cessioni di beni e servizi da e verso fornitori e clienti residenti in altri Stati membri dell’Unione Europea è soggetta ad un regime IVA piuttosto complesso e particolare..

Gli acquisti e cessioni di beni e servizi da e verso fornitori e clienti residenti in altri Stati membri dell’Unione Europea è soggetta ad un regime IVA piuttosto complesso e particolare.

In estrema sintesi e con numerose eccezioni, per il fornitore l’operazione è esclusa da IVA mentre il cliente dovrà eseguire le opportune integrazioni (con eventuale emissione di autofattura) per “ivare” il prodotto affinché circoli con le regole ordinarie nel territorio nazionale.


Com’è facile immaginare, esiste ampio spazio per frodi e sotterfugi che evitino, magari ricorrendo all’intermediazione di terzi e quarti soggetti, di versare l’imposta.
La misura anti-evasione adottata è semplice ma importante: chi apre l’attività dovrà essere specificamente autorizzato ad operare verso clienti e fornitori intracomunitari; il discorso, però, riguarda solo i beni e non anche i servizi.

Occorrerà dunque barrare un’apposita casellina nella dichiarazione di inizio attività (l’Agenzia delle Entrate dovrà pertanto adeguare il modello): se non arriva un diniego esplicito entro trenta giorni, il contribuente può ritenersi autorizzato. Non è ancora chiaro se l’autorizzazione dovrà essere richiesta anche da chi già adesso è titolare di partita IVA.

Un altro ambito in cui la lotta all’evasione offre ampi margini è l’abuso nella ricezione di prestazioni e benefit assistenziali vari. Il discorso, in realtà, va oltre l’aspetto meramente fiscale e coinvolge altri ambiti.


Molti soggetti, dall’INPS alle università, dagli enti locali all’INPDAP, riconoscono prestazioni speciali, agevolazioni ed esenzioni nei pagamenti e benefici sparsi a coloro che dichiarano un reddito personale o familiare (con riferimento all’indicatore ISEE) che non supera certe soglie; e le frodi, inevitabilmente, si sprecano.
Sarà così costituita una banca dati centralizzata, nella quale tutti gli organismi interessati riverseranno le informazioni sui beneficiari: se i dati sul singolo soggetto risulteranno discordanti la cosa dovrebbe emergere immediatamente.

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