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Lotta senza respiro all’evasione fiscale in Piemonte

Vincenzo Palitta, direttore regionale piemontese dell’Agenzia delle Entrate intervistato da “La Stampa”, èmolto soddisfatto dei risultati che i suoi funzionari hanno ottenuto negli ultimi mesi.

Nel corso del 2009, infatti, èstata accertata un’evasione fiscale pari a circa 1.140 milioni di euro, superiore del 10% rispetto ai risultati dell’anno precedente.


Nell’intervista, Palitta spiega a grandi linee come si ègiunti al lusinghiero risultato.
Innanzitutto, èstata istituita una task-force apposita dedicata ai “grandi contribuenti”, ossia le imprese con un fatturato annuo superiore ai cento milioni di euro: sono numericamente poche, ma i casi di evasione celati sono quelli pi๠sostanziosi. Centoventi milioni di euro sono fruttati dai grandi contribuenti, mentre altri 250 sono derivati dalle imprese di medie dimensioni e 153 sono stati recuperati presso i privati cittadini.

La quota pi๠grossa (614 milioni di euro), perà², ènata dai controlli presso i piccoli imprenditori e i professionisti: in media, ogni accertamento avviato presso costoro ha consentito il recupero di circa 9.000 euro di imposte evase, con punte anche di qualche milione di euro.

Per i contribuenti di minori dimensioni, l’arma vincente si èrivelata il redditometro, e cioèil confronto fra il reddito presunto desumibile dal tenore di vita di costoro e quello dichiarato: dove emergono differenze significative, scatta il controllo. Altro elemento tenuto sotto stretto controllo, poi, sono le movimentazioni finanziarie, sottovalutate da quei contribuenti ancora convinti dell’esistenza del segreto bancario (ormai azzerato da anni).


Gli accertamenti avviati nel 2009 sono stati 56.000 (cinquemila in pi๠rispetto al 2008), ma, al di là  del numero, quel che pi๠conta èche le verifiche sono molto pi๠attente e selezionate rispetto al passato: oggi i funzionari del Fisco, in genere, finiscono per muoversi a colpo sicuro.