Lotta senza respiro all’evasione fiscale in Piemonte

di Giuseppe Aymerich Commenta

Vincenzo Palitta, direttore regionale piemontese dell’Agenzia delle Entrate intervistato da “La Stampa”, è molto soddisfatto dei risultati che i suoi funzionari hanno ottenuto negli ultimi mesi..

Vincenzo Palitta, direttore regionale piemontese dell’Agenzia delle Entrate intervistato da “La Stampa”, è molto soddisfatto dei risultati che i suoi funzionari hanno ottenuto negli ultimi mesi.

Nel corso del 2009, infatti, è stata accertata un’evasione fiscale pari a circa 1.140 milioni di euro, superiore del 10% rispetto ai risultati dell’anno precedente.


Nell’intervista, Palitta spiega a grandi linee come si è giunti al lusinghiero risultato.
Innanzitutto, è stata istituita una task-force apposita dedicata ai “grandi contribuenti”, ossia le imprese con un fatturato annuo superiore ai cento milioni di euro: sono numericamente poche, ma i casi di evasione celati sono quelli più sostanziosi. Centoventi milioni di euro sono fruttati dai grandi contribuenti, mentre altri 250 sono derivati dalle imprese di medie dimensioni e 153 sono stati recuperati presso i privati cittadini.

La quota più grossa (614 milioni di euro), però, è nata dai controlli presso i piccoli imprenditori e i professionisti: in media, ogni accertamento avviato presso costoro ha consentito il recupero di circa 9.000 euro di imposte evase, con punte anche di qualche milione di euro.

Per i contribuenti di minori dimensioni, l’arma vincente si è rivelata il redditometro, e cioè il confronto fra il reddito presunto desumibile dal tenore di vita di costoro e quello dichiarato: dove emergono differenze significative, scatta il controllo. Altro elemento tenuto sotto stretto controllo, poi, sono le movimentazioni finanziarie, sottovalutate da quei contribuenti ancora convinti dell’esistenza del segreto bancario (ormai azzerato da anni).


Gli accertamenti avviati nel 2009 sono stati 56.000 (cinquemila in più rispetto al 2008), ma, al di là del numero, quel che più conta è che le verifiche sono molto più attente e selezionate rispetto al passato: oggi i funzionari del Fisco, in genere, finiscono per muoversi a colpo sicuro.

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