L’Italia richiede la lista Falciani

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il nome di Hervè Falciani, tecnico informatico svizzero, era sconosciuto fino a qualche settimana fa..

Il nome di Hervè Falciani, tecnico informatico svizzero, era sconosciuto fino a qualche settimana fa, ma oggi è al centro di un caso internazionale che mischia burrasche diplomatiche e indagini finanziarie ad altissimo livello.

Non è chiaro come sia iniziata la vicenda: Falciani lavorò per mesi al sistema di sicurezza informatica della banca ginevrina HSBC, e, al termine, si recò in Francia. Il guaio è che nel suo computer portatile sono contenuti nomi e dati di ben 127.000 conti correnti, moltissimi dei quali intestati a cittadini stranieri (convinti invano dell’impenetrabilità dei segreti delle banche svizzere).


Falciani (che oggi vive sotto protezione in una località segreta) ha dichiarato la propria buona fede affermando che è una sorta di effetto collaterale del suo lavoro, mentre HSBC, sostenuta dal proprio Governo, parla apertamente di furto.

Comunque sia, le autorità francesi hanno sequestrato copia della famigerata “lista Falciani” per motivi di interesse nazionale, creando una frattura diplomatica con la Svizzera. Il gioco vale la candela, secondo i francesi, poiché in quell’elenco si trovano intere falangi di evasori fiscali, per non parlare della criminalità organizzata.

E adesso anche l’Italia si è mossa (e c’è da pensare che nelle prossime settimane si faranno avanti anche altri Paesi), chiedendo una rogatoria internazionale per entrare in possesso di una copia dell’elenco. La richiesta è partita dalla Procura di Torino nei giorni scorsi, e le autorità francesi si sono dette disponibili (accrescendo ulteriormente, se possibile, i malumori elvetici).


Non sappiamo quanti italiani siano coinvolti, ma si può presumere che siano migliaia e che non tutti abbiano la coscienza fiscale a posto. E si può reputare, inoltre, che saranno in tanti in questi giorni ad aderire in extremis allo scudo fiscale (in scadenza il 30 aprile) per sottrarsi all’uragano in arrivo.

FOTO | © jp Amet pour le Figaro

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