La caccia all’evasore fiscale si sposta sulle spiagge

di Giuseppe Aymerich Commenta

Nemmeno nel mese di agosto l’attività degli uomini della Guardia di Finanza si arresta; ma il loro raggio d’azione, rallentando i controlli..

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Nemmeno nel mese di agosto l’attività degli uomini della Guardia di Finanza si arresta; ma il loro raggio d’azione, rallentando i controlli di tipo “invernale”, tende ora a concentrarsi sulle località di villeggiatura più o meno rinomate.

Sono tantissimi i fenomeni di evasione fiscale legati alla stagione delle vacanze. Il più comune è la mancata emissione degli scontrini fiscali presso chioschi e stabilimenti per la cessione di gelati e bibite, o per l’affitto di pedalò o windsurf; e anche laddove la legge consente di non emettere lo scontrino, come per la locazione di sdraio e ombrelloni, occorre comunque rilevare l’incasso nel registro dei corrispettivi, cosa che molto spesso viene “dimenticata”.


Un altro fenomeno, ancora più difficile da combattere, è l’affitto delle seconde case in riva al mare ai turisti di passaggio, talvolta per settimane e settimane, e che comporta incassi molto rilevanti e quasi mai dichiarati.

La brevità della durata del contratto e la mancanza di registrazione (non obbligatoria quando inferiore ai trenta giorni) rende l’individuazione degli evasori molto difficile e possibile solo con il controllo mirato direttamente sul territorio, con la collaborazione degli enti locali.


Non manca, naturalmente, la caccia alla vendita di prodotti contraffatti: dischi musicali, occhiali da sole e quant’altro, venduti solitamente da immigrati (regolari e non) senza troppa attenzione ai copyright.

E un altro campo d’azione poco noto riguarda i concerti e gli spettacoli durante le sagre di paese: occorre pagare i diritti d’autore alla SIAE per ogni canzone lanciata, ma in realtà il rispetto di questa norma è ben poco frequente.

Quest’assidua lotta è comunque spesso premiata, come nel caso recente della discoteca ligure sconosciuta al Fisco che nella serata d’apertura aveva incassato sedicimila euro in nero, per finire subito dopo nella trappola dei controlli.

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