Il Liechtenstein cambia rotta sui trust

di Giuseppe Aymerich Commenta

Non è certo l’unico al mondo, ma certamente è fra i più “rinomati” paradisi fiscali del mondo: il Liechtenstein si è costruito negli..

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Non è certo l’unico al mondo, ma certamente è fra i più “rinomati” paradisi fiscali del mondo: il Liechtenstein si è costruito negli anni una fama che ora sta diventando scomoda.

La bolla è scoppiata circa un anno fa, quando il Fisco tedesco acquistò a peso d’oro un’infinità di dati bancari su contribuenti (soprattutto tedeschi, ma anche un buon numero di italiani) che avevano depositato ingenti capitali di dubbia origine presso la principale banca del Paese, la Lgt.


A rivendere quei dati fu un funzionario della banca, e da allora si sono moltiplicate le note di biasimo espresse da tutto il mondo verso la politica finanziaria del Principato, fin troppo accogliente nei confronti di evasori e malversatori.

Un danno d’immagine enorme, specie considerando che la stessa Lgt è in gran parte di proprietà della famiglia reale.
Così, ora la piccola monarchia sulle Alpi ha scelto di togliersi la scomoda etichetta di paradiso fiscale e riguadagnare il consenso dell’Unione Europea, promettendo collaborazione nella lotta al riciclaggio.

La banca Lgt, dal canto suo, ha scelto di rinunciare al redditizio ramo dei trust, le segretissime fondazioni utilizzate fin troppo spesso come scudo per operazioni di evasione fiscale.


Il Governo, inoltre, cerca di ridurre il peso relativo nell’economia locale derivante dall’afflusso da soggetti esteri favorendo con sostanziosi incentivi fiscali l’insediamento di imprese straniere sul suolo del Principato.

A quanto sembra, il restyiling d’immagine del Liechtenstein sta diventando tangibile: è già iniziato da qualche mese un forte deflusso di capitali verso altri paradisi fiscali più restii a cambiare rotta.

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